Un nuovo metodo diagnostico per identificare ejecta ricchi di metalli nei resti di supernova. Lo studio: “Unveiling pure-metal ejecta X-ray emission in supernova remnants through their radiative recombination continuum” di E. Greco (UNIPA/INAF-OAPA/API) pubblicato su A&A

I resti di supernova sono nebulose in rapida espansione formate dalle esplosioni di supernova. Queste nebulose sono composte dal mezzo interstellare che viene investito e riscaldato dall’onda d’urto prodotta dall’esplosione, e dagli addensamenti di materiale stellare espulsi quando la stella è esplosa, chiamati ejecta. Gli ejecta sono localizzati dietro l’onda d’urto, viaggiando a velocità minori, e spesso vengono riscaldati dall’onda d’urto inversa:

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Simulazioni MHD dell’emissione radio da un arco magnetico in una T Tauri. L’articolo: “Predicting the time variation of radio emission from MHD simulations of a flaring T-Tauri star” di Waterfall C. O. G. (Jodrell Bank Centre for Astrophysics) pubblicato su MNRAS

Le T Tauri sono stelle giovani (tipicamente più giovani di 5 milioni di anni), di piccola massa, circondate da un disco di polveri e gas chiamato disco protoplanetario. Il disco non raggiunge la superficie della stella attorno cui orbita: le polveri sublimano in prossimità della stella per le alte temperature raggiunte dal disco interno (oltre i 1500 gradi), mentre il disco di

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Scoperto un ciclo di attività coronale in una stella di 400 milioni di anni. L’articolo: “An X-ray activity cycle on the young solar-like star ɛ Eridani” di M. Coffaro (Eberhard-Karls Universität Tübingen) pubblicato su A&A

L’intensità dell’attività magnetica del Sole e di tutti i fenomeni ad essa connessi (come le macchie solari ed i brillamenti) si manifesta con un ciclo dal periodo medio di 11 anni. Per comprendere se tale ciclicità sia comune anche nelle altre stelle, dal 1966 l’Osservatorio di Monte Wilson in California porta avanti un progetto di monitoraggio dell’attività stellare attraverso osservazioni spettroscopiche

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Brillamenti e fluorescenza di raggi X in protostelle. Pubblicato su A&A lo studio: “Deep X-ray view of the Class I YSO Elias 29 with XMM-Newton and NuSTAR” di I. Pillitteri (INAF-OAPA)

Le protostelle sono stelle con pochi milioni di anni di età, che stanno ancora attraversando una fase di accrescimento e contrazione gravitazionale ed il cui nucleo non ha ancora raggiunto i valori di temperatura e pressione necessari per sostenere i processi termonucleari. Le più giovani tra queste stelle sono circondate da un disco protoplanetario di gas e polveri (protostelle di

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13 Novembre 2018: Visite guidate ai laboratori dell’Osservatorio Astronomico

Dall’11 al 18 novembre si svolgerà in tutte le sedi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica “Light in Astronomy”: manifestazione nazionale dell’INAF che dal 2015 apre al pubblico le sue strutture e propone su tutto il territorio eventi legati alla ricerca in campo astronomico. Il 13 novembre studenti e visitatori interessati avranno la possibilità di entrare previa prenotazione, nei luoghi della ricerca: il laboratorio XACT

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Pubblicato su ApJ “Investigating the Structure of Vela X” di P. Slane (CfA) sulla struttura del resto di supernova della Vela

Le esplosioni di supernova, gli eventi più violenti dell’Universo, producono una nebulosa in rapida espansione che eventualmente interagisce con il mezzo interstellare circostante (chiamate “resti di supernova”) ed un oggetto compatto formatosi dalla contrazione del nucleo della stella progenitrice. Data la sua vicinanza dal Sole (“appena” 945 anni luce circa), uno dei resti di supernova più studiati e’ quello della

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Un test per le prestazioni di X-IFU. Pubblicato su SPIE: “Testing the X-IFU calibration requirements: an example for quantum efficiency and energy resolution” di E. Cucchetti (IRAP, CNRS, Universite’ de Toulouse)

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui mguarce)   Negli ultimi dieci anni l’universo a raggi X e’ stato esplorato principalmente dai due satelliti Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA. Nonostante i due satelliti stiano ancora operando in maniera più che soddisfacente, la comunità scientifica sta gia’ progettando le future missioni per osservazioni ai raggi X. In Europa, il futuro in

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Emissione di raggi X diffusa nelle regioni di formazione stellare massive. Pubblicato su ApJS “Diffuse X-ray emission in the Cygnus OB2 association” di J. F. Albacete-Colombo (Universidad de Rıo Negro)

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui mguarce)     Durante la loro breve esistenza lunga pochi milioni di anni, le stelle di grande massa (con masse maggiori di 8 masse solari, di classe spettrale O e B-early) possono influenzare violentemente l’ambiente circostante, grazie alla loro copiosa emissione di raggi UV ed intensi venti stellari. Una singola stella di classe spettrale

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Ricercatori OAPA osservano per la prima volta emissione ai raggi X da una regione attiva in una stella B.

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui mguarce)     Lo studio dell’emissione di raggi X dalle stelle offre molte diagnostiche di fenomeni stellari ad alta energia. Nelle stelle massive (di classe spettrale O le B più calde) raggi X “soffici” (con energia generalmente minore di 1keV, corrispondente a temperature minori di 10 milioni di gradi) sono emessi in shock nei

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Osservata per la prima volta emissione ai raggi X associata ad una regione attiva in una stella B. Pubblicato su A&A lo studio: “Detection of magnetic field in the B2 star ρ Ophiuchi A with ESO FORS2” di I. Pillitteri (INAF-OAPA)

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui mguarce)     Lo studio dell’emissione di raggi X dalle stelle offre molte diagnostiche di fenomeni stellari ad alta energia. Nelle stelle massive (di classe spettrale O le B più calde) raggi X “soffici” (con energia generalmente minore di 1keV, corrispondente a temperature minori di 10 milioni di gradi) sono emessi in shock nei

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