Accrescimento e dispersione dei dischi protoplanetari. Pubblicato su A&A lo studio: “X-shooter spectroscopy of young stars with disks. The TW Hydrae association as a probe of the final stages of disk accretion” di L. Venuti (Eberhard Karls Universität/Cornell University/NASA)

Alla sola distanza di 160 anni luce circa, l’associazione stellare di TW Hydrae è un riferimento importante per lo studio delle stelle di pre-sequenza e l’evoluzione dei dischi protoplanetari. Le stelle di pre-sequenza sono stelle giovani (pochi milioni di anni di età), ancora in fase di contrazione gravitazionale e non alimentate da reazioni termonucleari. Molte di loro sono circondate da

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Echi coronali. Pubblicato su ApJ lo studio: “Large-amplitude quasi-periodic pulsations as evidence of impulsive heating in hot transient loop systems detected in the EUV with SDO/AIA” di F. Reale (UNIPA/INAF-OAPA)

Osservato nelle bande X e UV, il Sole appare disomogeneo e cosparso da archi magnetici brillanti (chiamati archi coronali) dove è confinato plasma a milioni di gradi. Gli archi appaiono più numerosi, compatti, caldi e brillanti in regioni chiamate “regioni attive”, che si sviluppano attorno le macchie solari, dove il campo magnetico è più intenso. Uno dei problemi ancora non

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Un’atmosfera ricca di ferro per l’esopianeta KELT-9b. Pubblicato su A&A lo studio: “The GAPS Programme with HARPS-N at TNG. XIX. Atmospheric Rossiter-McLaughlin effect and improved parameters of KELT-9b” di F. Borsa (INAF-OA di Brera)

Ad oggi (Ottobre 2019) sono stati confermati 4073 esopianeti (pianeti che orbitano attorno stelle diverse dal Sole), con 4495 candidati. La quasi totalità di questi esopianeti è stata scoperta tramite la tecnica dei transiti (ossia misurando la riduzione di luminosità della stella centrale dovuta al pianeta che transita davanti ad essa lungo la nostra linea di vista) o delle velocità

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Quale meccanismo porta alla formazione di un magnetar? Pubblicato su A&A lo studio: “Spatially resolved X-ray study of supernova remnants that host magnetars: Implication of their fossil field origin” di P. Zhou (University of Amsterdam/Nanjing University)

Al termine della loro evoluzione, le stelle con una massa finale (“finale” perchè le stelle massive perdono molta massa tramite venti stellari durante la loro evoluzione) maggiore di 8 masse stellari esplodono in una supernova a collasso nucleare, così chiamata perchè innescata dal collasso del nucleo della stella (la progenitrice). Da queste supernovae vengono prodotti due oggetti astronomici: il nucleo

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TESS osserva un esopianeta attorno una stella di 40 milioni di anni. Pubblicato su A&A lo studio: “A possibly inflated planet around the bright young star DS Tucanae A” di S. Benatti (INAF-OAPA/INAF-Padova)

L’architettura finale di un sistema esoplanetario è il risultato di una combinazione di processi complicati, quali la dispersione del disco protoplanetario da cui si è formato il sistema planetario e l’interazione gravitazionale tra gli esopianeti. Questi processi possono anche essere fortemente influenzati dall’ambiente esterno e dalla stella centrale. Uno dei processi più importanti in tal senso è la migrazione dei pianeti dall’orbita

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Riscaldamento ed emissione del gas in accrescimento sulle stelle giovani. Pubblicato su A&A lo studio: “Effects of radiation in accretion regions of classical T Tauri stars. Pre-heating of accretion column in non-LTE regime” di S. Colombo (UNIPA/OAPA/LERMA)

Le stelle di pre-sequenza sono stelle giovani con un’età di pochi milioni di anni, il cui nucleo non è ancora alimentato da reazioni termonucleari, e che in molti casi stanno ancora accrescendo massa da un disco di gas e polveri che orbita attorno ad esse (il disco di accrescimento o protoplanetario). Sebbene i dischi di accrescimento siano estesi tipicamente più

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Età e proprietà chimiche delle stelle giganti. Pubblicato su &A lo studio: “The Gaia-ESO survey: Calibrating a relationship between age and the [C/N] abundance ratio with open clusters” di G. Casali (INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri)

Nonostante la sua importanza per lo studio dell’evoluzione di stelle e galassie, l’età delle stelle è sempre stata una proprietà elusiva. Infatti, misure affidabili dell’età delle stelle sono ristrette ad alcuni casi specifici. Tra i vari metodi usati per stimarla, come lo studio dell’abbondanza del Litio, della cinematica stellare, delle pulsazioni interne analizzate con l’asterosismologia, della rotazione o dell’attività magnetica,

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Riscaldamento del plasma negli archi coronali solari. Pubblicato su ApJ lo studio: “Impulsive coronal heating from large-scale magnetic rearrangements: from IRIS to SDO/AIA” di F. Reale (UNIPA/OAPA)

La corona solare è ben visibile nelle bande ad alta energia come costituita da archi magnetici riempiti di plasma a milioni di gradi, particolarmente luminosi nelle cosiddette regioni attive. Nonostante sia chiaro che il campo magnetico giochi un ruolo importante, la corona rimane un ambiente molto complesso in cui avvengono fenomeni anche molto violenti come i brillamenti. In questi eventi

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Variabilità ed attività magnetica nelle stelle di presequenza. Pubblicato su A&A lo studio: “CSI2264: Simultaneous optical and X-ray variability in the pre-main sequence stars of NGC2264. II: Photometric variability, magnetic activity, and rotation in class III objects and stars with transition disks” di M. G. Guarcello (INAF-OAPA)

Le stelle di presequenza sono stelle giovani il cui nucleo non ha ancora raggiunto i valori di temperatura e pressione necessari per innescare le reazioni termonucleari che le alimenteranno nel resto della loro esistenza. Queste stelle sono classificate in “classi“: le classi I sono le stelle più giovani, ancora circondate dal gas che dalla nebulosa sta accrescendo sulla stella; le

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Approvato il Large Project basato su osservazioni Chandra “Star formation in starburst: a deep ACIS-I observation of Westerlund 1” di M. G. Guarcello (INAF-OAPA)

Il panel per la valutazione delle proposte di osservazione con il satellite della NASA Chandra, riunitasi a Boston a fine Giugno, ha approvato il Large Project: “Star formation in starburst: a deep ACIS-I observation of Westerlund 1“, basato su un’osservazione Chandra/ACIS-I della durata di oltre 277 ore. Il progetto, guidato dall’astronomo Mario Giuseppe Guarcello dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo, ha come

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