Chimica ed estensione dell’atmosfera di WASP-121b. L’articolo: “Atmospheric Rossiter-McLaughlin effect and transmission spectroscopy of WASP-121b with ESPRESSO” di F. Borsa (INAF-OA Brera) pubblicato su A&A)

I Gioviani ultra-caldi sono pianeti gassosi che orbitano a distanze ravvicinate dalla propria stella, con periodi di rotazione minori di 3 giorni, la cui atmosfera è quindi riscaldata fino a temperatura superiori ai 2000 gradi dalla radiazione emessa dalla propria stella. Questo fa si che le atmosfere dei gioviani ultra-caldi presentano diversi fenomeni unici rispetto le altre classi di pianeti,

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Venti e getti nei dischi protoplanetari. L’articolo: “The Evolution of Disk Winds from a Combined Study of Optical and Infrared Forbidden Lines” di I. Pascucci (The University of Arizona) pubblicato su A&A

Lo studio dei dischi protoplanetari (strutture a disco orbitanti attorno stelle di pre-sequenza) è di grande interesse dato che la formazione dei sistemi planetari avviene all’interno di queste strutture. I dischi vengono dispersi in pochi milioni di anni (tipicamente meno di 10) dal processo di formazione planetaria stesso, dall’accrescimento di materiale sulla stella attorno cui orbita il disco, e dalla

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Il legame tra presenza di pianeti ed abbondanza di elementi chimici pesanti. L’articolo: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG XII. The abundance signature of M dwarf stars with planets” di J. Maldonado (INAF-OAPA) pubblicato su A&A

I complicati processi coinvolti nel processo di formazione planetaria sono ancora oggetto di studio. Il modello più accreditato per spiegare la formazione dei pianeti gassosi è il “core-accretion model“, che prevede prima la formazione di un nucleo roccioso di diverse masse terrestri tramite la coagulazione di planetesimali, seguita da una fase di accrescimento di gas dall’ambiente circostante appena il nucleo

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Uno studio sugli ammassi stellari per calibrare la relazione tra abbondanza di Litio ed età. Lo studio: “The Gaia-ESO Survey: Calibrating the lithium-age relation with open clusters and associations. I. Cluster age range and initial membership selections” di M. L. Gutiérrez Albarrán (Universidad Complutense de Madrid) pubblicato su A&A

Datare le stelle può essere un’impresa tutt’altro che semplice. Innanzi tutto le tecniche note che permettono di determinare l’età delle stelle sono efficaci su classi specifiche di stelle: non è possibile definire un metodo che funzioni su qualsiasi tipo di stella. Inoltre, durante la fase evolutiva più duratura delle stelle, la “Sequenza Principale”, i parametri stellari come raggio, temperatura e

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Un Gioviano Caldo che non c’è. L’articolo: “The GAPS Programme at TNG. XXVII. Reassessment of a young planetary system with HARPS-N: is the hot Jupiter V830 Tau b really there?” di M. Damasso (INAF-OATo) pubblicato su A&A

Alcuni esopianeti scoperti fino ad oggi rientrano in categorie che non si trovano nel Sistema Solare. L’esempio più importante è probabilmente quello dei Gioviani Caldi: giganti gassosi che orbitano a distanze ravvicinate dalla propria stella (meno di 0.5 Unità Astronomiche, UA, dove 1UA è la distanza media Terra-Sole pari a 150 milioni di km). Non è ancora chiaro quale sia

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Simulazioni MHD per studiare il legame tra supernove e resti di supernova. L’articolo: “Three-dimensional modeling from the onset of the SN to the full-fledged SNR. Role of an initial ejecta anisotropy on matter mixing” di A. Tutone (UNIPA/INAF-OAPA/INAF-IASF) pubblicato su A&A

Le spettacolari esplosioni di supernova con cui le stelle di grande massa terminano la loro evoluzione sono eventi governati da una fisica complessa, lontani dall’essere descrivibili assumendo una semplice simmetria sferica. La rarità di questi eventi rende ancora più complicata la comprensione dei processi fisici coinvolti nelle esplosioni di supernova. Si stima, infatti, che la nostra Galassia in media ospita

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Attività magnetica nelle stelle M. L’articolo: “The GAPS programme at TNG. XXVI. Magnetic activity in M stars: spectroscopic monitoring of AD Leonis” di C. Di Maio (UNIPA/OAPA) pubblicato su A&A

Le stelle non totalmente radiative (ossia escludendo quelle di grande massa) producono al loro interno un campo magnetico la cui intensità e topologia cambia significativamente in funzione del tipo di stella e della sua struttura interna. Il campo magnetico viene quindi letteralmente “trascinato” verso la superficie della stella, e qui interagisce col plasma in fotosfera, cromosfera e corona dando vita

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L’Osservatorio Astronomico di Palermo insignito del riconoscimento: “Centennial Observing Station”

L’Osservatorio Astronomico di Palermo raggiunge un nuovo importante risultato internazionale, questa volta nel campo delle meteorologia.   L’Osservatorio è stato infatti insignito da parte dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) del prestigioso riconoscimento di “Centennial Observing Station”, che l’Organizzazione concede alle stazioni meteorologiche operative, con grande continuità e con elevati standard qualitativi, da almeno 100 anni, e che dispongano di lunghe serie temporali

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Una super-Terra attorno una vecchia e poco attiva stella M. L’articolo: “GJ 357 b. A super-Earth orbiting an extremely inactive host star” di Modirrousta-Galian (UNIPA/INAF-OAPA) pubblicato su A&A

Nonostante argomenti teorici suggeriscano che i pianeti di tipo terrestre siano estremamente comuni nella nostra Galassia, la famiglia dei 4284 esopianeti scoperti e confermati finora (25/9/2020, fonte NASA) conta relativamente pochi pianeti di tipo terrestre. Questa chiaramente è una limitazione dei metodi usati per individuare gli esopianeti, che risultano essere poco sensibili ai pianeti di piccola massa. Per questo motivo,

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Variabilità in infrarosso delle stelle di pre-sequenza principale. Lo studio: “Near-infrared time-series photometry in the field of Cygnus OB2 association II. Mapping the variability of candidate members” di J. Roquette (University of Exeter/ ICEx – UFMG) pubblicato su A&A

Le stelle di pre-sequenza sono stelle giovani, il cui nucleo non ha ancora raggiunto le temperature necessarie per produrre energia tramite reazioni termonucleari. Alcune di queste, chiamate “stelle T Tauri”, sono circondate da un disco protoplanetario di polveri e gas da cui si possono formare sistemi planetari. Le stelle T Tauri sono state classificate per la prima volta nel 1945

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