Attività stellare ed età. L’articolo: “The GAPS programme at TNG XXXIV. Activity-rotation, flux–flux relationships, and active-region evolution through stellar age” di J. Maldonado (INAF-OAPA) recentemente pubblicato su A&A

Quasi tutte le stelle generano un campo magnetico al loro interno tramite un processo di dinamo, in cui sono coinvolti la rotazione della stella ed i moti convettivi del plasma al suo interno. In generale, i campi magnetici agiscono e sono influenzati da particelle cariche elettricamente, cosa di cui è composto il plasma nelle stelle. Di conseguenza, nelle stelle campo

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Un capitolo di M. Barbera, U. Lo Cicero e L. Sciortino (INAF-OAPA) sui filtri per telescopi sensibili ai raggi X pubblicato nel libro: “Handbook of X-ray and gamma ray astrophysics”

L’astronomia ai raggi X esplora l’Universo alle alte energie. I raggi X infatti sono fotoni ad altissima energia, che vengono emessi da gas estremamente caldi (con temperature di milioni di gradi) o da processi che coinvolgono particelle con energie relativistiche. Alcune sorgenti astronomiche di raggi X sono i buchi neri con fenomeni di accrescimento, come ad esempio i buchi neri

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I resti di supernova come acceleratori di particelle. L’articolo: “The supernova remnant SN 1006 as a Galactic particle accelerator” di R. Giuffrida (UniPA/INAF-OAPA) pubblicato su Nature Communication

Il nostro pianeta viene constantemente bombardato da particelle altamente energetiche (principalmente protoni), chiamate “raggi cosmici“. lo studio dei raggi cosmici è un argomento di grande interesse per vari campi della scienza, ad esempio per le conseguenze che possono avere su attrezzature ed astronauti nello spazio (dove la naturale protezione fornita dal campo magnetico terrestre è minore o nulla). Alcune di

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Finanziati sette progetti guidati da astronomi INAF – OAPA

Nel Febbraio del 2022, l’Istituto Nazionale di Astrofisica ha accolto le richieste di introdurre nuovi canali per finanziare progetti individuali e sostenere la ricerca di base portata avanti dai ricercatori dei vari istituti dell’ente. A questo scopo, è stato istituito il “Bando di Ricerca Fondamentale 2022“. Il bando prevedeva il finanziamento di progetti secondo le seguenti categorie: “Large Grants” biennali

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Identificate le stelle giovani entro 4500 anni luce di distanza dal Sole. Lo studio: “Low mass young stars in the Milky Way unveiled by DBSCAN and Gaia EDR3. Mapping the star forming regions within 1.5 Kpc” di L. Prisinzano (INAF – OAPA) pubblicato su A&A

Dopo essersi formate, per alcuni milioni di anni (quanti? dipende dalla massa: maggiore è la massa di una stella, più rapida è la sua evoluzione) le stelle continuano a contrarsi sotto l’effetto della gravità, aumentando la loro temperatura e densità. Durante questa fase, nel loro nucleo ancora non si sono innescate le reazioni termonucleari che alimenteranno queste stelle durante il

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Confermata l’identificazione della stella a neutroni in SN1987A. L’articolo: “Additional Evidence for a Pulsar Wind Nebula in the Heart of SN 1987A from Multiepoch X-Ray Data and MHD Modeling” di E. Greco (University of Amsterdam; INAF-OAPA) pubblicato su ApJ

SN1987A, la supernova esplosa nella Grande Nube di Magellano (a circa 170 mila anni luce di distanza) il 23 Febbraio 1987, è un caso iconico nello studio delle supernove e dei resti di supernova. Si tratta, infatti, dell’unico caso in cui è stato possibile sia osservare l’esplosione con moderni telescopi, che monitorare continuamente lo sviluppo del resto di supernova e

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Brillamenti e variabilità in DS Tucanae A e AU Mic. Lo studio: “Short-term variability of DS Tucanae A observed with TESS” di S. Colombo (INAF – OAPA) pubblicato su A&A

La luminosità delle stelle non è costante nel tempo, ma varia con tempi scala che vanno dai minuti agli anni, in funzione dei fenomeni che inducono tale variabilità. Molti di questi fenomeni sono di origine magnetica, ossia prodotti dall’interazione tra campo magnetico e plasma nelle stelle. Alcuni esempi più importanti, osservati e studiati in dettaglio sul Sole, sono i brillamenti

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L’interazione magnetica tra stella e pianeta può produrre brillamenti più energetici. Lo studio: “X-ray variability of HD 189733 across eight years of XMM-Newton observations” di I. Pillitteri (INAF – OAPA) pubblicato su A&A

La corona è l’atmosfera più esterna delle stelle non di grande massa. In questa regione, che si estende per alcuni raggi stellari, il plasma raggiunge temperature di alcuni milioni di gradi, alle quali emette principalmente radiazione ai raggi X. La temperatura media delle corone nelle stelle varia parecchio, in funzione di parametri stellari quali l’età della stella, la sua rotazione,

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Compilato un vasto catalogo di stelle associate ad ammassi stellari dalle osservazioni della Gaia-ESO Survey

Gli ammassi stellari sono un prodotto del processo di formazione stellare. Durante il collasso gravitazionale, le nebulose tendono infatti a frammentarsi, formando centinaia o migliaia di stelle. Le stelle formate all’interno di una nebulosa rimangono spesso legate l’un l’altra da un’intensa mutua attrazione gravitazionale per un periodo di tempo della durata tipica di alcune decine di milioni di anni, in quello che

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Attività magnetica e convezione sono ingredienti fondamentali per lo studio delle stelle giovani. L’articolo: “Gaia-ESO Survey: Role of magnetic activity and starspots on pre-main-sequence lithium evolution” di E. Franciosini (INAF – OA Arcetri) pubblicato su A&A

Gli ammassi stellari contengono una ricca popolazione di stelle con un ampio spettro di massa (che spesso va dalle nane brune alle stelle di grande massa) ed un’età ben definita. Per questo motivo, gli ammassi stellari costituiscono dei campioni importanti per studiare e testare modelli teorici che descrivono la fisica e l’evoluzione delle stelle. Per questo scopo, è necessario saper

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