Tre esopianeti per la stella HD 164922. Lo studio: ““The GAPS Programme at TNG — XXIII. HD 164922 d: a close-in super-Earth discovered with HARPS-N in a system with a long-period Saturn mass companion” di S. Benatti (INAF-OAPA) pubblicato su A&A

Il team internazionale guidato dall’astrofisica S. Benatti (INAF-OAPA) ha scoperto tre esopianeti, tra cui una super-Terra, attorno la stella HD 164922. Lo studio fa parte del progetto GAPS (Global Architecture of Planetary Systems). Una descrizione della ricerca ed un’intervista all’autrice dello studio può essere letta nell’articolo preparato dalla redazione di Media INAF (link)

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Inversione termica nell’atmosfera di un gioviano super-caldo. L’articolo: “Neutral Iron Emission Lines from the Dayside of KELT-9b: The GAPS Program with HARPS-N at TNG XX” di Pino L. (INAF-OA Arcetri; University of Amsterdam) pubblicato su ApJ

I Gioviani Caldi sono pianeti gassosi che orbitano vicino la proprio stella (tipicamente a meno di 0.1 Unità Astronomiche, ossia meno della metà della distanza media tra Terra e Sole) e con periodi orbitali della durata di ore o giorni. Un sottogruppo particolarmente estremo di questi esopianeti è quello dei Gioviani super-caldi. Questi pianeti sono in rotazione sincrona con la

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La morfologia del resto di supernova ricco di ossigeno N132D. Lo studio: “Three-dimensional Kinematic Reconstruction of the Optically Emitting, High-velocity, Oxygen-rich Ejecta of Supernova Remnant N132D” di C. J. Law (CfA) pubblicato su ApJ

Le supernove sono quasi unicamente osservate in galassie lontane, a distanze tali da non poter risolvere spazialmente i materiali espulsi e la loro interazione con il mezzo inter- e circumstellare. Con la sola eccezione di SN 1987 A, nella Via Lattea e nelle galassie vicine (principalmente le Nubi di Magellano) non abbiamo osservato in tempi recenti esplosioni di supernova, ma

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Scoperto un ciclo di attività coronale in una stella di 400 milioni di anni. L’articolo: “An X-ray activity cycle on the young solar-like star ɛ Eridani” di M. Coffaro (Eberhard-Karls Universität Tübingen) pubblicato su A&A

L’intensità dell’attività magnetica del Sole e di tutti i fenomeni ad essa connessi (come le macchie solari ed i brillamenti) si manifesta con un ciclo dal periodo medio di 11 anni. Per comprendere se tale ciclicità sia comune anche nelle altre stelle, dal 1966 l’Osservatorio di Monte Wilson in California porta avanti un progetto di monitoraggio dell’attività stellare attraverso osservazioni spettroscopiche

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L’ambiente tipico delle radiogalassie nell’Universo locale. Lo studio: “Deciphering the Large-scale Environment of Radio Galaxies in the Local Universe. II. A Statistical Analysis of Environmental Properties” di F. Massaro (UniTo/OATo) pubblicato da ApJ

Alcune galassie sono sorgenti particolarmente intense di onde radio, oltre 100 volte più luminose rispetto le altre galassie, e per questo vengono denominate “radiogalassie“. Immagini ad alta risoluzione hanno mostrato che l’emissione radio di queste sorgenti proviene in parte da due regioni, chiamate “radiolobi“, estese alcune centinaia di migliaia di anni luce, e disposte simmetricamente rispetto al centro della galassia.

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La connessione tra l’esplosione di supernova ed il resto di supernovae in SN 1987A. Lo studio: “Hydrodynamic simulations unravel the progenitor-supernova-remnant connection in SN 1987A” di S. Orlando (INAF-OAPA) recentemente pubblicato su A&A

Le stelle con una massa maggiore di 9 masse solari terminano la loro evoluzione come supernove. Queste esplosioni sono innescate dal collasso gravitazionale del nucleo di queste stelle massive, una volta che le reazioni termonucleari si sono esaurite e il nucleo non è più sostenuto dalla pressione prodotta dalle reazioni stesse. Non si tratta, comunque, di semplici esplosioni dalla simmetria

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La dimensione degli esopianeti modellata dalla radiazione UV delle stelle. Lo studio: “The Bimodal Distribution in Exoplanet Radii: Considering Varying Core Compositions and H2 Envelope’s Sizes” di D. Modirrousta-Galian (INAF-OAPA) pubblicato su ApJ

Ad oggi (23 Marzo 2020) sono stati confermati 4141 esopianeti in 3072 sistemi planetari, con 5075 candidati esopianeti che attendono conferma (fonte: https://exoplanets.nasa.gov/). Il numero di esopianeti identificati e confermati è grande abbastanza da permettere agli astronomi di studiare le proprietà globali, come la distribuzione di massa, parametri orbitali, dimensioni e composizione, degli esopianeti mettendole anche in relazione con le caratteristiche

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Una compagna nascosta per la cefeide V473 Lyr. L’articolo “X-Ray Observations of the Peculiar Cepheid V473 Lyr Identify A Low-mass Companion” di N. R. Evans (Smithsonian Astrophysical Observatory) pubblicato su AJ

Le cefeidi sono stelle giganti pulsanti, la cui luminosità varia in maniera periodica. Le cefeidi rappresentano un’importante classe di stelle, ad esempio perché il periodo delle loro pulsazioni è legato alla loro luminosità intrinseca. Questo rende le cefeidi una classe di “candele standard“, ossia sorgenti per cui è possibile stimare la luminosità intrinseca, permettendo misure di distanza tramite confronto con

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Un esplosione asimmetrica per spiegare le proprietà di SN 1987A. Lo studio “Matter Mixing in Aspherical Core-collapse Supernovae: Three-dimensional Simulations with Single Star and Binary Merger Progenitor Models for SN 1987A” di M. Ono (Astrophysical Big Bang Laboratory) pubblicato su ApJ

La notte del 23 Febbraio 1987 una supernova, denominata SN 1987 A, è esplosa nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, distante “solamente” 170000 anni luce da noi. SN 1987 A è quindi la supernova più vicina alla Terra osservata in epoca moderna, e quindi un evento unico per studiare le esplosioni di supernova e la

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Pianeti con un periodo orbitale ultra-corto. Pubblicato su A&A lo studio: “An ultra-short period rocky super-Earth orbiting the G2-star HD 80653” di G. Frustagli (INAF – Osservatorio Astronomico di Brera)

I pianeti della classe “Ultra-Short Period” (USP) sono esopianeti che orbitano attorno la propria stella a distanze molto ravvicinate e con periodi orbitali più brevi di un giorno. Tutti gli esopianeti di questa classe hanno un raggio minore di 2 raggi terrestri e sembrano avere una composizione simile a quella del nostro pianeta, con un’eventuale sovrabbondanza di ferro.   Sono

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