Selezione e caratterizzazione delle stelle M che saranno osservate da Plato descritta in “Selection and characterisation of the M dwarf targets in the PLATO Input Catalogue” di L. Prisinzano (INAF-OAPA)

Presentate stime delle proprietà fisiche delle stelle M che saranno osservate dal satellite PLATO   Tra pochi mesi la scienza esoplanetaria potrà contare su un nuovo e potente strumento: il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea PLATO (PLAnetary Transits and Oscillations of stars), il cui lancio è previsto per gli inizi del 2027. PLATO è progettato per la ricerca di esopianeti attorno

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Osservate per la prima volta pulsazioni quasi-periodiche in una stella M di sequenza principale

Grazie all’analisi dettagliata delle osservazioni ottenute con il satellite TESS della NASA, capace di produrre curve di luce stabili e ad altissima precisione (una curva di luce rappresenta la variabilità temporale dell’intensità della radiazione emessa da una sorgente), è stato possibile osservare per la prima volta delle oscillazioni quasi-periodiche, con un periodo di 70-100 minuti, nella stella di classe spettrale

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Variabilità dell’emissione di raggi X in Proxima Centauri descritta in “Time-resolved X-ray spectra of Proxima Centauri as seen by XMM-Newton” di A. Damonte (CEA-Saclay; UNIPA; INAF-OAPA)

L’emissione ad alta energia da parte delle stelle può avere un impatto importante sulle atmosfere dei pianeti. Per comprendere questo effetto a fondo, è necessario tenere conto di come questa emissione varia nel tempo.   Negli ultimi anni, le stelle di piccola massa di classe spettrale M hanno assunto una notevole importanza nella ricerca e caratterizzazione degli esopianeti. Questo perché

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Uno studio completo dell’attività coronale delle stelle M vicine al Sole. L’articolo: “Complete X-ray census of M dwarfs in the solar neighborhood. I. GJ 745 AB: Coronal-hole stars in the 10 pc sample” di M. Caramazza (Eberhard-Karls Universität Tübingen) pubblicato su A&A

La corona è l’atmosfera più esterna nella maggior parte delle stelle, un regione dove il plasma è riscaldato a milioni di gradi dall’attività magnetica stellare. Poiché sia l’intensità che la topologia del campo magnetico dipendono dalla struttura interna delle stelle, lo studio dell’attività coronale stellare offre la possibilità sia di comprendere i fenomeni magnetici ad alta energia che avvengono nelle

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Quanti pianeti attorno alle stelle M? Lo studio: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG. XV. Planetary occurrence rates around early-M dwarfs” di M. Pinamonti (INAF-OATo) pubblicato su A&A

Le stelle nane di classe spettrale M (ossia con una temperatura efficace compresa tra 2400 e 3900 gradi Kelvin ed una massa compresa tra 0.08 e 0.7 masse solari) sono stelle ideali per la ricerca di esopianeti. Questo perchè le tecniche principali che permettono di scoprire la presenza di un pianeta attorno ad una stella sono più efficaci quando applicati

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Una super-Terra per la stella GJ 740. L’articolo: “A super-Earth on a close-in orbit around the M1V star GJ 740. A HADES and CARMENES collaboration” di B. Toledo-Padrón (IAC) pubblicato su Astronomy & Astrophysics

Negli ultimi anni, le stelle di classe spettrale M (ossia stelle con temperatura efficace compresa tra i 2400 ed i 3700 gradi e massa tra 0.08 e 0.45 masse solari) sono diventate target preferenziali per la ricerca di esopianeti. Questo sia perché esse sono le stelle più comuni nella Via Lattea, sia perché il basso rapporto tra la massa e

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Il legame tra presenza di pianeti ed abbondanza di elementi chimici pesanti. L’articolo: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG XII. The abundance signature of M dwarf stars with planets” di J. Maldonado (INAF-OAPA) pubblicato su A&A

I complicati processi coinvolti nel processo di formazione planetaria sono ancora oggetto di studio. Il modello più accreditato per spiegare la formazione dei pianeti gassosi è il “core-accretion model“, che prevede prima la formazione di un nucleo roccioso di diverse masse terrestri tramite la coagulazione di planetesimali, seguita da una fase di accrescimento di gas dall’ambiente circostante appena il nucleo

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Una super-Terra attorno una vecchia e poco attiva stella M. L’articolo: “GJ 357 b. A super-Earth orbiting an extremely inactive host star” di Modirrousta-Galian (UNIPA/INAF-OAPA) pubblicato su A&A

Nonostante argomenti teorici suggeriscano che i pianeti di tipo terrestre siano estremamente comuni nella nostra Galassia, la famiglia dei 4284 esopianeti scoperti e confermati finora (25/9/2020, fonte NASA) conta relativamente pochi pianeti di tipo terrestre. Questa chiaramente è una limitazione dei metodi usati per individuare gli esopianeti, che risultano essere poco sensibili ai pianeti di piccola massa. Per questo motivo,

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Rotazione ed attività magnetica nelle stelle M. Pubblicato su A&A lo studio: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG. X. The non-saturated regime of the stellar activity-rotation relationship for M dwarfs” di E. González-Álvarez (INAF-OAPA)

L’emissione ai raggi X che osserviamo dalle stelle proviene dalla loro corona, ossia lo strato più esterno dell’atmosfera stellare, dove il plasma è a bassa densità ma a temperature molto elevate (fino ad alcuni milioni di gradi). L’intensità di questa emissione dipende in un modo ancora poco chiaro dall’intensità e morfologia del campo magnetico prodotto dalle stelle.   Nelle stelle

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Formazione stellare nella Vela. Pubblicato su A&A lo studio: “Low-mass star formation and subclustering in the H II regions RCW 32, 33, and 27 of the Vela Molecular Ridge. A photometric diagnostics for identifying M-type stars” di L. Prisinzano (INAF-OAPA)

Le stelle si formano dalla contrazione gravitazionale di nubi di gas, principalmente in ammassi stellari che rimangono associati alla nebulosa da cui si sono generati per circa 5-10 milioni di anni. Questi ammassi stellari includono stelle come il sole, stelle piu’ massicce del sole e un gran numero  di stelle piu’ piccole del sole. Quelle con massa minore di mezza massa solare sono oltre

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