Una dettagliata analisi del processo di accrescimento su una stella di pre-sequenza. Pubblicato su A&A lo studio: “Redshifted X-rays from the material accreting onto TW Hydrae: Evidence of a low-latitude accretion spot” di C. Argiroffi

  Le stelle di pre-sequenza (ancora in contrazione gravitazionale e nel cui nucleo non si sono innestati quei processi nucleari che le alimenteranno per il resto della loro esistenza) sono talvolta circondate da dischi di gas e polveri: i dischi protoplanetari. Queste strutture sono di grande interesse per vari motivi, principalmente perchè costituiscono l’ambiente in cui si formano i sistemi

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Importante collaborazione OAPA allo studio: “Laboratory unraveling of matter accretion in young stars” di G. Reves pubblicato da Science Advances

Le stelle di pre-sequenza sono stelle giovani (per stelle di tipo solare questo significa meno di 30 milioni di anni circa), che spesso osserviamo circondate da un disco di gas e polveri chiamato “disco protoplanetario”, che puo’ accrescere gas sulla stella. Questo processo di accrescimento risulta da una complicata interazione tra il gas ed il campo magnetico della stella, e

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Archeologia astronomica grazie alla Gaia-ESO Survey. Pubblicato: “The Gaia-ESO Survey: matching chemodynamical simulations to observations of the Milky Way” di B. B. Thompson

Esistono degli archeologi che non fanno ricerche scavando il terreno o catalogando reperti nei musei, ma che invece usano i telescopi…   L’archeologia galattica e’ una branca dell’astronomia che cerca di risalire alla formazione ed evoluzione delle componenti della nostra Galassia (bulge, barra, disco, alone) studiando l’eta’, dinamica e abbondanze chimiche relative delle stelle. Un lavoro estremamente complesso, se si

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Una nuova super-Terra scoperta con HARPS-N: Pubblicato su A&A lo studio: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG. V: A super-Earth on the inner edge of the habitable zone of the nearby M dwarf GJ 625” di A. Suárez Mascareño

La famiglia degli esopianeti classificabili come super-Terre (pianeti rocciosi con massa tra 2 e 10 volte maggiore di quella della Terra), potenzialmente abitabili, si arricchisce di un nuovo membro.   La rivista Astronomy & Astrophysics ha recentemente pubblicato lo studio “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG. V: A super-Earth on the inner edge of the habitable zone of the

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Cicli stellari di attività cromosferica e coronale. Pubblicato su A&A “Fifteen years in the high-energy life of the solar-type star HD 81809” di S. Orlando (INAF-OAPA)

Un’osservazioni ai raggi X lunga ben 15 anni di una sola stella. Il motivo? Capire se il ciclo di attività coronale del nostro Sole sia un caso isolato o anomalo, o una caratteristica comune a tutte le stelle simili al nostro Sole.   Col termine “attività” si raggruppano una classe di fenomeni che osserviamo sul nostro Sole, in fotosfera, cromosfera

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Il sito NASA/Chandra riporta lo studio OAPA/UNIPA/CfA sulla nova V745 Sco

È stato pubblicato sul sito del satellite Chandra della NASA un articolo (link) interamente dedicato al sistema binario V745 Sco ed al modello realizzato da S. Orlando (INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo), M. Miceli (Università degli Studi di Palermo) e J. J. Drake (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, USA) per riprodurre l’esplosione osservata in questo sistema il 6 Febbraio 2014 da vari

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Come il vento e la radiazione stellare modella le nebulose nelle regioni di formazione stellare: “The Gaia-ESO Survey: dynamics of ionized and neutral gas in the Lagoon nebula (M 8)” di F. Damiani pubblicato su A&A

Le regioni di formazione stellare sono ambienti estremamente dinamici. Dal complesso processo di formazione stellare che vede coinvolti gravità, turbolenze, interazione tra gas e campo magnetico, all’evoluzione delle nubi che vengono modellate, compresse e disperse dai venti e la radiazione energetica (raggi X e UV) prodotte dalle stelle, soprattutto quelle massive, che si sono formate in esse.   Questo ultimo

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L’evoluzione chimica della Via Lattea studiata grazie a GES. Pubblicato su A&A l’articolo: “The Gaia-ESO Survey: Galactic evolution of sulphur and zinc” di S. Duffau

Le stelle di grande massa (più di 9 masse solari) sono degli efficienti laboratori chimici, dove idrogeno ed elio sono sintetizzati in elementi chimici quali ossigeno, carbonio, silicio, etc… Quando queste stelle terminano la loro evoluzione in esplosioni di supernovae (Supernovae di tipo II, o “core-collapse”) gli elementi chimici prodotti in queste stelle vengono espulsi nello spazio, rimescolati al mezzo

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Supernovae e Jet, accettato su A&A l’articolo: “Indications of a Si-rich bilateral jet of ejecta in the Vela SNR observed with XMM-Newton” di F. Garcia

Stelle molto massive terminano il loro ciclo vitale con spettacolari supernovae. Per comprendere la violenza di simili eventi, durante l’esplosione di una supernova viene rilasciata in pochi secondi un’energia simile a quella che il nostro Sole irradia in tutta la sua esistenza, lunga più di 10 miliardi di anni, e gli strati esterni della stella che esplode (la “progenitrice”) vengono

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La rotazione delle stelle giovani analizzata in “Near-Infrared Time-Series Photometry in the Field of Cygnus OB2 Association” di J. Roquette (ICEx – UFMG)

La conservazione del momento angolare e’ una delle prime leggi studiate da ogni studente di fisica. Ora…. consideriamo una nube di gas e polveri che ruota, lasciamola collassare grazie alla sua stessa gravita’, e di quindi formare una stella. Se il momento angolare si conserva, durante il collasso la velocita’ di rotazione della nube prima, e della protostella poi aumenta

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