Accretion funnels connecting the young stars in Orion and their protoplanetary disks. The study “X-Ray Flare Oscillations Track Plasma Sloshing along Star-disk Magnetic Tubes in the Orion Star-forming Region” of F. Reale published on ApJ

A recent study by a team of researchers of INAF-Astronomical Observatory of Palermo, the University of Palermo, and the University of Madrid, recently published on the Astrophysical Journal, shows that  enormous flares in the young stars in Orion are due to large magnetic loops connecting the stars and their protoplanetary disks, confining plasma oscillating from disk to the star.  

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La missione ARIEL selezionata come prossima missione di classe media dallo Space Programme Committee dell’Agenzia Spaziale Europea

Negli ultimi anni la famiglia di stelle con sistemi esoplanetari è cresciuta vertiginosamente grazie a missioni come Kepler, CoRoT, e strumenti come HARPS-N al Telescopio Nazionale Galileo, dedicati all’identificazione di esopianeti tramite il metodo dei transiti e delle velocità radiali. Questi studi hanno rivoluzionato la nostra conoscenza sugli esopianeti, hanno permesso di comprendere che la presenza di esopianeti sia una

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Una nana bianca con una variabilità peculiare. Pubblicato su RNAAS lo studio: “Discovery of a magnetic white dwarf with unusual short-period variability” di A. Scholz (University of St. Andrews)

Lo studio della variabilità di stelle ed oggetti compatti può essere una diagnostica efficace per comprendere la loro struttura fisica. Ad esempio, proprietà come la presenza di regioni magneticamente attive sulla superficie delle stelle, pulsazioni, presenza di compagne non risolte, materiale circumstellare disomogeneo e variabile, sono proprietà che non possono essere osservate direttamente ma possono essere studiate tramite l’analisi della

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Attività stellare soppressa dalla presenza di un esopianeta vicino la stella. Pubblicato su AJ “Suppressed Far-UV Stellar Activity and Low Planetary Mass Loss in the WASP-18 System” di L. Fossati (Space Research Institute – Austria)

Con il termine “attività stellare” si intende una classe di fenomeni di natura magnetica nelle stelle, quali brillamenti e macchie. Esistono varie diagnostiche che permettono di misurare l’intensità dell’attività stellare, quali l’emissione di raggi X dalla corona o indici spettroscopici come l’indice R’HK che misura l’intensità di attività cromosferica. L’importanza di queste misure sta nel legame tra attività stellare ed

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Osservata per la prima volta emissione ai raggi X associata ad una regione attiva in una stella B. Pubblicato su A&A lo studio: “Detection of magnetic field in the B2 star ρ Ophiuchi A with ESO FORS2” di I. Pillitteri (INAF-OAPA)

Lo studio dell’emissione di raggi X dalle stelle offre molte diagnostiche di fenomeni stellari ad alta energia. Nelle stelle massive (di classe spettrale O le B più calde) raggi X “soffici” (con energia generalmente minore di 1keV, corrispondente a temperature minori di 10 milioni di gradi) sono emessi in shock nei venti stellari. Emissione più energetica (raggi X duri) è

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Formazione stellare nell’associazione del Cane Maggiore. Pubblicato su A&A “Star formation history of Canis Major OB1” di T. Santos-Silva

Sempre più spesso vengono osservate regioni di formazione stellare le cui stelle non hanno una singola età ben definita. Questo supporta l’idea che la formazione stellare in una nube molecolare sia un processo lento che si può propagare attraverso la nube in milioni di anni (come indicato, ad esempio, dallo studio di Palla & Stahler 2000). Questa ipotesi si contrappone

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Palermo ospiterà il meeting “Exploring the Hot and Energetic Universe”

Dal 24 al 27 Settembre 2018, si terrà a Palermo, presso il Real Teatro di S. Cecilia, il meeting internazionale “Exploring the Hot and Energetic Universe”, dedicato al telescopio ai raggi X Athena (Advanced Telescope for High-Energy Astrophysics). Athena, una missione in fase di studio del programma “Cosmic Vision” di ESA il cui lancio è previsto per il 2029, sarà

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L’astrofisica palermitana Eleonora Troja ha ricevuto il premio Farnesina

Il 5 Febbraio 2018, in occasione dell’apertura a Roma, presso il Ministero degli affari esteri, della riunione annuale degli addetti scientifici e addetti spaziali, il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha consegnato alla ricercatrice palermitana Eleonora Troja il Premio Farnesina, come riconoscimento per la prima osservazione di un segnale ai raggi X durante il processo di fusione di due stelle

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Plasma in caduta in canali magnetici solari: pubblicato su A&A lo studio: “Guided flows in coronal magnetic flux tubes” di A. Petralia

Il Solar Dynamics Observatory (SDO) ha osservato sul Sole in più di un’occasione frammenti di plasma espulsi dopo eventi eruttivi nella corona solare che ricadono sul Sole seguendo traiettorie che deviano da quella parabolica a causa dell’interazione tra plasma e campo magnetico locale. Queste osservazioni sono da tempo oggetto di studio presso l’Osservatorio Astronomico di Palermo, per l’importanza che rivestono

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Due grandi progetti (GES e CSI-2264) uniscono le forze: pubblicato su A&A “The Gaia-ESO Survey and CSI 2264: Substructures, disks, and sequential star formation in the young open cluster NGC 2264” di L. Venuti (INAF-OAPA)

Anche in astronomia l’unione fa la forza!   Lo studio delle regioni di formazione stellare della nostra Galassia e’ uno dei più’ importanti filoni di ricerca dell’Osservatorio Astronomico di Palermo. Oltre che per la comprensione del processo di contrazione gravitazionale delle nubi molecolari e formazione stellare, questo filone di ricerca fornisce importanti informazioni anche sulle prime fasi evolutive delle stelle,

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