Il sito NASA/Chandra riporta lo studio OAPA/UNIPA/CfA sulla nova V745 Sco

È stato pubblicato sul sito del satellite Chandra della NASA un articolo (link) interamente dedicato al sistema binario V745 Sco ed al modello realizzato da S. Orlando (INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo), M. Miceli (Università degli Studi di Palermo) e J. J. Drake (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, USA) per riprodurre l’esplosione osservata in questo sistema il 6 Febbraio 2014 da vari

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Come il vento e la radiazione stellare modella le nebulose nelle regioni di formazione stellare: “The Gaia-ESO Survey: dynamics of ionized and neutral gas in the Lagoon nebula (M 8)” di F. Damiani pubblicato su A&A

Le regioni di formazione stellare sono ambienti estremamente dinamici. Dal complesso processo di formazione stellare che vede coinvolti gravità, turbolenze, interazione tra gas e campo magnetico, all’evoluzione delle nubi che vengono modellate, compresse e disperse dai venti e la radiazione energetica (raggi X e UV) prodotte dalle stelle, soprattutto quelle massive, che si sono formate in esse.   Questo ultimo

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L’evoluzione chimica della Via Lattea studiata grazie a GES. Pubblicato su A&A l’articolo: “The Gaia-ESO Survey: Galactic evolution of sulphur and zinc” di S. Duffau

Le stelle di grande massa (più di 9 masse solari) sono degli efficienti laboratori chimici, dove idrogeno ed elio sono sintetizzati in elementi chimici quali ossigeno, carbonio, silicio, etc… Quando queste stelle terminano la loro evoluzione in esplosioni di supernovae (Supernovae di tipo II, o “core-collapse”) gli elementi chimici prodotti in queste stelle vengono espulsi nello spazio, rimescolati al mezzo

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Supernovae e Jet, accettato su A&A l’articolo: “Indications of a Si-rich bilateral jet of ejecta in the Vela SNR observed with XMM-Newton” di F. Garcia

Stelle molto massive terminano il loro ciclo vitale con spettacolari supernovae. Per comprendere la violenza di simili eventi, durante l’esplosione di una supernova viene rilasciata in pochi secondi un’energia simile a quella che il nostro Sole irradia in tutta la sua esistenza, lunga più di 10 miliardi di anni, e gli strati esterni della stella che esplode (la “progenitrice”) vengono

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La rotazione delle stelle giovani analizzata in “Near-Infrared Time-Series Photometry in the Field of Cygnus OB2 Association” di J. Roquette (ICEx – UFMG)

La conservazione del momento angolare e’ una delle prime leggi studiate da ogni studente di fisica. Ora…. consideriamo una nube di gas e polveri che ruota, lasciamola collassare grazie alla sua stessa gravita’, e di quindi formare una stella. Se il momento angolare si conserva, durante il collasso la velocita’ di rotazione della nube prima, e della protostella poi aumenta

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Pubblicato da F. Damiani (INAF-OAPA) su A&A il primo studio spettroscopico di un vasto campione di stelle appartenenti ad una regione di formazione stellare massiva (Carina Nebula)

Le stelle si formano in regioni chiamate appunto “di formazione stellare”: enormi nubi di gas, più o meno denso, che si contrae sotto l’effetto della gravità per formare stelle in ammassi o associazioni. Nella Via Lattea tali regioni tipicamente producono un numero limitato di stelle, centinaia o al massimo poche migliaia. Esistono però regioni di formazione stellare particolarmente massive, capaci

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Pubblicato su A&A lo studio: “The Gaia-ESO Survey: radial distribution of abundances in the Galactic disc from open clusters and young-field stars” di L. Magrini

Le stelle massive sono enormi fornaci che producono e sintetizzano molti degli elementi chimici che ci circondano. Ad esempio, ossigeno, magnesio, silicio, calcio e titanio sono infatti prodotti all’interno delle stelle massive con processi di nucelosintesi. In più, il ciclo vitale delle stelle massive è davvero breve se paragonato a quello delle stelle di piccola massa: pochi milioni di anni

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Pubblicato su MNRAS lo studio “Radio polarization maps of shell-type SNRs – II Sedov models with evolution of turbulent magnetic field” di O. Petruk

Le esplosioni di supernovae sono certamente tra i fenomeni più spettacolari che ci offre l’Universo. Questi fuochi d’artificio cosmici che segnano la morte di stelle molto massive rilasciano in pochi secondi l’energia irradiata dal Sole durante i suoi 10 miliardi di anni di esistenza. Gli strati esterni della stella vengono espulsi a velocità superiori a 10000 km al secondo, formando

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Pubblicato lo studio “The GAPS Programme with HARPS-N at TNG XIV. Investigating giant planet migration history via improved eccentricity and mass determination for 231 transiting planets” di A. S. Bonomo (INAF-OATO)

A guardare il nostro Sistema Solare, sembrerebbe che il destino di un pianeta sia quello di girare attorno la sua stella in un’orbita stabile ed imperturbata. Ma se c’è una cosa che la ricerca sui pianeti extrasolari ci ha insegnato, è che non è affatto così.   Soprattutto nelle sue prime fasi evolutive, infatti, un sistema planetario può essere un

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Pubblicato lo studio: “X-ray survey of the North-America and Pelican star-forming complex (NGC 7000/IC 5070)” di F. Damiani (INAF-OAPA)

Poche ma estremamente importanti…. Le stelle con masse maggiori di 6 masse solari ed una temperatura efficace maggiore di 15000 gradi (stelle O e stelle B1-B5) sono particolarmente rare nell’Universo e la loro evoluzione si compie in pochi milioni di anni, un tempo piuttosto breve se paragonato ai miliardi di anni delle stelle di massa minore. Ciò nonostante, rivestono un

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