Radiazione ed abbondanza dei composti organici nei dischi protoplanetari. Pubblicato su ApJ “X-Ray Photo-desorption of H2O:CO:NH3 Circumstellar Ice Analogs: Gas-phase Enrichment” di A. Jiménez-Escobar (Inaf-OAPA)

Dal gran numero di esopianeti scoperti da missioni come Kepler e CoRoT risulta evidente che la presenza di pianeti è una caratteristica piuttosto comune tra le stelle della nostra Galassia. Si stima, ad esempio, che in media ogni stella di piccola massa ospita un esopianeta. La formazione planetaria è quindi un fenomeno che avviene diffusamente nella Via Lattea. Ma avviente

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Il Cigno ai raggi X. Accettato per la pubblicazione l’articolo: “X-ray spectral characterization of the young Cygnus OB2 population” di E. Flaccomio (INAF-OAPA)

Le associazioni stellari OB sono oggetti di grande interesse scientifico. Contengono infatti una ricca popolazione stellare giovane tra cui stelle di classe spettrale O e B, con una massa maggiore di 7 volte quella solare. Pur essendo rare se paragonate alle stelle di piccola massa, queste stelle sono estremamente importanti per la loro influenza sull’ambiente circostante, la nebulosa da cui

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L’intelligenza artificiale al servizio dell’astrofisica. Pubblicato su AJ “ExoGAN: Retrieving Exoplanetary Atmospheres Using Deep Convolutional Generative Adversarial Networks” di T. Zingales (UCL, INAF – OAPA)

In questi anni lo studio degli esopianeti è evoluto dall’identificazione delle stelle con sistemi esoplanetari attraverso il metodo dei transiti e delle velocità radiali (metodi che permettono anche una prima determinazione delle loro proprietà fisiche quali massa, dimensioni e densità), alla caratterizzazione delle loro atmosfere grazie a strumenti disponibili oggi come WFC3 a bordo dell’Hubble Space Telescope. Durante i transiti,

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Pubblicato su ApJ “Investigating the Structure of Vela X” di P. Slane (CfA) sulla struttura del resto di supernova della Vela

Le esplosioni di supernova, gli eventi più violenti dell’Universo, producono una nebulosa in rapida espansione che eventualmente interagisce con il mezzo interstellare circostante (chiamate “resti di supernova”) ed un oggetto compatto formatosi dalla contrazione del nucleo della stella progenitrice. Data la sua vicinanza dal Sole (“appena” 945 anni luce circa), uno dei resti di supernova più studiati e’ quello della

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Meccanismi chimico-fisici alla base della formazione di molecole prebiotiche nello spazio. Pubblicato su ApJL: “Dust Motions in Magnetized Turbulence: Source of Chemical Complexity” di G. Cassone (Czech Academy of Sciences)

Uno dei più grandi misteri che avvolgono l’enigma dell’origine della vita è rappresentato dalla conoscenza dei meccanismi chimico-fisici che stanno alla base della formazione dei suoi mattoni fondamentali: gli aminoacidi e dei loro precursori. Il fatto che alcuni aminoacidi siano stati rilevati in meteoriti avvalora l’ipotesi che la vita sulla Terra possa essersi generata grazie a materiale relativamente complesso proveniente

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L’evoluzione chimica della Via Lattea studiata grazie a GES. Pubblicato su Astronomy & Astrphysics: “The Gaia-ESO Survey: the origin and evolution of s-process elements” di L. Magrini (INAF – OA Arcetri)

Lo studio delle abbondanze di vari elementi chimici in stelle di diversa età ed in diversi luoghi della Via Lattea fornisce informazioni importanti sulla formazione ed evoluzione della nostra Galassia. In particolare, gli elementi pesanti (ossia quelli con un numero atomico Z > 30) sono prodotti dalla cattura di neutroni. Questo processo di arricchimento tramite la cattura di neutroni si

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Pianeti in sistemi binari. Pubblicato su A&A lo studio: “The HADES RV Programme with HARPS-N@TNG VIII. Gl15A: A multiple wide planetary system sculpted by binary interaction” di M. Pinamonti (INAF-OATo)

Nella nostra Galassia, una frazione piuttosto alta di stelle fa parte di sistemi binari. Ad esempio, lo studio di Duquennoy & Mayor del 1991 indica una frazione del 57% di stelle di tipo solare in sistemi binari, mentre una frazione leggermente minore è attesa per le stelle di massa più piccola. Molti sistemi binari composti da stelle di pre-sequenza sono

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Formazione stellare nella Vela. Pubblicato su A&A lo studio: “Low-mass star formation and subclustering in the H II regions RCW 32, 33, and 27 of the Vela Molecular Ridge. A photometric diagnostics for identifying M-type stars” di L. Prisinzano (INAF-OAPA)

Le stelle si formano dalla contrazione gravitazionale di nubi di gas, principalmente in ammassi stellari che rimangono associati alla nebulosa da cui si sono generati per circa 5-10 milioni di anni. Questi ammassi stellari includono stelle come il sole, stelle piu’ massicce del sole e un gran numero  di stelle piu’ piccole del sole. Quelle con massa minore di mezza massa solare sono oltre

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Un pianeta sub-nettuniano scoperto attorno una stella G9. Pubblicato su MNRAS: “K2-263 b: a 50 d period sub-Neptune with a mass measurement using HARPS-N” di A. Mortier (University of St. Andrews)

La ricerca degli esopianeti e’ condotta usando principalmente due tecniche: lo studio dei transiti e l’analisi delle velocità radiali. Con la prima tecnica la presenza di un esopianeta e’ rilevata da piccole e periodiche variazioni di luce di una stella con pianeti durante il transito dei pianeti di fronte al disco della stella, producendo quindi delle piccole eclissi. Con la

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L’Osservatorio Astronomico di Palermo ospita la conferenza “Exploring the hot and energetic Universe”, dedicato all’Athena X-Ray Observatory

Explorare l’Universo caldo ed energetico   Astronomi provenienti da tutto il mondo si riuniranno nella città di Palermo, dal 24 al 27 Settembre per discutere la scienza straordinaria che sarà resa possibile dalla missione Athena dell’Agenzia Spaziale Europea. Athena, il cui lancio è programmato per la fine della prossima decade, rivoluzionarà l’astrofisica delle alte energie.   Athena è una collaborazione

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