Atmosfere di pianeti terrestri ed abitabilità. Lo studio: “A systematic study of CO2 planetary atmospheres and their link to the stellar environment” di A. Petralia (INAF-OAPA) pubblicato su MNRAS

I pianeti di tipo terrestre sono comuni nella Via Lattea. Si stima, infatti, che il 30% delle stelle nell’intorno solare ospita almeno un pianeta di tipo terrestre, e che attorno le stelle di classe spettrale M (ossia con temperatura efficace compresa tra 2400 e 3700 gradi) la presenza di pianeti terrestri nella fascia di abitabilità sia pari a circa il

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Come correggere errori sistematici in dati fotometrici ad alta precisione. Lo studio: “Principal component analysis to correct data systematics. Case study: K2 light curves” di A. Petralia (INAF-OAPA) pubblicato su Experimental Astronomy

Molti campi di studio dell’astronomia moderna si basano su misure fotometriche ad altissima precisione. Questo è vero in particolare per la ricerca di esopianeti con la tecnica dei transiti. Questa tecnica consiste nel misurare le piccolissime variazioni di luminosità delle stelle quando un loro pianeta transita lungo la linea di vista. Ad esempio, un Gioviano Caldo (ossia un gigante gassoso con un’orbita

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Gioviani caldi attorno stelle giovani. Pubblicato su A&A lo studio: “The GAPS Programme at TNG. XXI. A GIARPS case study of known young planetary candidates: confirmation of HD 285507 b and refutation of AD Leonis b” di I. Carleo (Van Vleck Observatory/INAF-OA Padova)

La scoperta del primo esopianeta avvenuta nel 1995 stravolse il nostro concetto di architettura di un sistema planetario. Questo pianeta, orbitante attorno la stella 51 Peg, aveva infatti caratteristiche uniche se confrontato con i pianeti del Sistema Solare: si trattava di un gigante gassoso in un’orbita molto stretta attorno la propria stella (0.05 Unità Astronomiche, U.A., dove 1 U.A. è

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Inversione termica nell’atmosfera di un gioviano super-caldo. L’articolo: “Neutral Iron Emission Lines from the Dayside of KELT-9b: The GAPS Program with HARPS-N at TNG XX” di Pino L. (INAF-OA Arcetri; University of Amsterdam) pubblicato su ApJ

I Gioviani Caldi sono pianeti gassosi che orbitano vicino la proprio stella (tipicamente a meno di 0.1 Unità Astronomiche, ossia meno della metà della distanza media tra Terra e Sole) e con periodi orbitali della durata di ore o giorni. Un sottogruppo particolarmente estremo di questi esopianeti è quello dei Gioviani super-caldi. Questi pianeti sono in rotazione sincrona con la

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Pianeti con un periodo orbitale ultra-corto. Pubblicato su A&A lo studio: “An ultra-short period rocky super-Earth orbiting the G2-star HD 80653” di G. Frustagli (INAF – Osservatorio Astronomico di Brera)

I pianeti della classe “Ultra-Short Period” (USP) sono esopianeti che orbitano attorno la propria stella a distanze molto ravvicinate e con periodi orbitali più brevi di un giorno. Tutti gli esopianeti di questa classe hanno un raggio minore di 2 raggi terrestri e sembrano avere una composizione simile a quella del nostro pianeta, con un’eventuale sovrabbondanza di ferro.   Sono

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SuperTerre caldissime ma con un’atmosfera ricca di idrogeno. L’articolo: “Hot Super-Earths with Hydrogen Atmospheres: A Model Explaining Their Paradoxical Existence” di D. Modirrousta-Galian (INAF-OAPA) pubblicato su ApJ

Le “super-Terre” sono esopianeti rocciosi con una massa compresa tra la massa della Terra e quella di Urano. Alcuni di questi pianeti possono avere orbite molto strette attorno la propria stella. Ad esempio, la super-terra 55 Cancri e, con una massa pari a 8.6 masse terrestri, orbita attorno la propria stella ad una distanza di circa 0.016 UA (Unità Astronomiche,

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Domenica 26 Gennaio 2020 – Astrokids “A caccia di esopianeti”

DOMENICA 26 GENNAIO 2020 DALLE ORE 11:30 PALERMO – Libreria La Feltrinelli, Via Cavour, 133 A CACCIA DI ESOPIANETI   Cos’è un esopianeta? Tutti i pianeti nel nostro sistema solare orbitano attorno al Sole. I pianeti che orbitano attorno ad altre stelle nello spazio sono chiamati esopianeti. Gli esopianeti sono molto difficili da vedere direttamente con i telescopi perchè spesso rimangono nascosti dal bagliore luminoso della loro

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Un’atmosfera ricca di ferro per l’esopianeta KELT-9b. Pubblicato su A&A lo studio: “The GAPS Programme with HARPS-N at TNG. XIX. Atmospheric Rossiter-McLaughlin effect and improved parameters of KELT-9b” di F. Borsa (INAF-OA di Brera)

Ad oggi (Ottobre 2019) sono stati confermati 4073 esopianeti (pianeti che orbitano attorno stelle diverse dal Sole), con 4495 candidati. La quasi totalità di questi esopianeti è stata scoperta tramite la tecnica dei transiti (ossia misurando la riduzione di luminosità della stella centrale dovuta al pianeta che transita davanti ad essa lungo la nostra linea di vista) o delle velocità

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TESS osserva un esopianeta attorno una stella di 40 milioni di anni. Pubblicato su A&A lo studio: “A possibly inflated planet around the bright young star DS Tucanae A” di S. Benatti (INAF-OAPA/INAF-Padova)

L’architettura finale di un sistema esoplanetario è il risultato di una combinazione di processi complicati, quali la dispersione del disco protoplanetario da cui si è formato il sistema planetario e l’interazione gravitazionale tra gli esopianeti. Questi processi possono anche essere fortemente influenzati dall’ambiente esterno e dalla stella centrale. Uno dei processi più importanti in tal senso è la migrazione dei pianeti dall’orbita

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Pianeti in evaporazione. Pubblicato su A&A lo studio: “Photo-evaporation of close-in gas giants orbiting around G and M stars” di D. Locci (INAF-OAPA)

Molte stelle sono caratterizzate da un’attività magnetica che si manifesta in un’intensa emissione di raggi X e UV. Questa emissione è variabile nel tempo, sia perchè l’attività magnetica che la produce varia su tempi scala brevi, sia perchè essa diminuisce durante l’evoluzione delle stelle. Ad esempio, stelle di tipo solare di pre-sequenza principale (ossia con un’età di poche decine di

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