Come la radiazione X/UV delle stelle può influenzare la chimica delle atmosfere dei pianeti. Lo studio: “Extreme-ultraviolet- and X-Ray-driven Photochemistry of Gaseous Exoplanets” di D. Locci (INAF – OAPA) pubblicato su PSJ

Tra i 4903 esopianeti (fonte: https://exoplanets.nasa.gov/) scoperti e confermati finora (Gennaio 2022), alcuni orbitano a distanze molto ravvicinate dalla loro stella. In realtà, fu proprio il primo pianeta scoperto attorno ad una stella diversa dal Sole (51 Pegasi b, scoperto nel 1995) ad insegnarci che l’esistenza di pianeti in orbite così strette era possibile. 51 Pegasi b, infatti, orbita a soli

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Scoperto il primo sistema esoplanetario con pianeti in orbite sia polari che equatoriali. Lo studio: “The Rossiter-McLaughlin effect revolutions: an ultra-short period planet and a warm mini-Neptune on perpendicular orbits” di V. Bourrier (Observatoire Astronomique de l’Université de Genève) pubblicato da A&A

Lo studio delle architetture dei sistemi esoplanetari, ed in particolare dell’angolo spin-orbita (ossia l’inclinazione dell’orbita dei pianeti rispetto all’asse di rotazione della stella) può svelare importanti dettagli sull’evoluzione dinamica di un sistema planetario. In particolare, frequentemente i pianeti giovani possono migrare radialmente, cambiando la propria distanza dalla stella ed interagendo con gli altri corpi del sistema planetario. Questo processo può

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Presentati due metodi che permettono di stimare la copertura di regioni magnetiche attive in fotosfera. Lo studio: “Estimating Magnetic Filling Factors from Simultaneous Spectroscopy and Photometry: Disentangling Spots, Plage, and Network” di T. W. Milbourne (Harvard University) pubblicato da ApJ

Circa il 20% degli esopianeti scoperti finora (Ottobre 2021) è stato identificato tramite misure di velocità radiali (Fonte: https://exoplanets.nasa.gov/). Questo metodo si basa su osservazioni spettroscopiche di stelle con pianeti, mirate a misurare periodiche oscillazioni della stella tramite misure di effetto Doppler. Queste oscillazioni sono una conseguenza dell’interazione gravitazionale tra stella e pianeta durante l’orbita del pianeta attorno la stella. Intuitivamente,

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Pubblicato su A&A il catalogo dei candidati target della missione Plato: “The all-sky PLATO input catalogue” di M. Montalto (Unipd/INAF-OAPd)

Secondo i dati ufficiali rilasciati dalla NASA, ad oggi (1 Ottobre 2021) abbiamo scoperto e confermato 4525 esopianeti in 3357 sistemi esoplanetari. La maggiorparte di questi pianeti (più del 75%) è stato scoperto con il metodo dei transiti, mentre circa il 20% con il metodo delle velocità radiali. Con la prima tecnica, il pianeta viene scoperto quando transita di fronte

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Il Gioviano caldo WASP-33b nell’obiettivo di HARPS-N. Lo studio: “The GAPS Programme at TNG. XXXI. The WASP-33 system revisited with HARPS-N” di F. Borsa (INAF – OA di Brera) pubblicato su A&A

I gioviani caldi sono pianeti gassosi in orbite molto strette (tipicamente con un semiasse maggiore minore di 0.1 UA, dove 1 Unità Astronomica, UA, corrisponde alla distanza media tra Terra e Sole, circa 150 milioni di km) attorno alla propria stella. Sia per l’intensità della radiazione stellare incidente, soprattutto raggi UV, che per le intense interazioni con la stella, questi

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Una super-Terra per la stella GJ 9689. Lo studio: “HADES RV programme with HARPS-N at TNG. XIV. A candidate super-Earth orbiting the M-dwarf GJ 9689 with a period close to half the stellar rotation period” di J. Maldonado (INAF-OAPA) recentemente pubblicato su A&A

Le stelle più numerose nell’Universo sono quelle di classe spettrale M, con una massa compresa tra 0.6 e 0.08 masse solari in sequenza principale, ed una temperatura efficace compresa tra 3900 K e 2400 K. In queste stelle i segnali dovuti alla presenza di pianeti, come ad esempio i segnali di velocità radiale (oscillazioni periodiche della stella dalla posizione di

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Un giovane pianeta a bassa densità per DS Tucanae A. Lo studio: “Constraints on the mass and atmospheric composition and evolution of the low-density young planet DS Tuc A b” di S. Benatti (INAF – OAPa) pubblicato su A&A

I pianeti orbitanti attorno stelle giovani (ad esempio, più giovani di 100 milioni di anni) sono oggetti di grande importanza, in quanto ci permettono di studiare i processi fisici in atto durante le prime fasi evolutive dei sistemi planetari. Scoprire e caratterizzare pianeti attorno stelle giovani, però, può essere decisamente complesso. Stelle di questa età, infatti, sono caratterizzate da una

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Un sub-nettuniano scoperto attorno la stella GJ 720 A. Lo studio: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG XIII. A sub-Neptune around the M dwarf GJ 720 A” di E. González-Álvarez (CSIC-INTA) pubblicato su A&A

Ad oggi, il 19.3% dei 4401 esopianeti confermati sono stati scoperti con la tecnica delle velocità radiali (fonte: https://exoplanets.nasa.gov/). Questa tecnica consiste nel misurare, grazie ad osservazioni spettroscopiche ripetute nel tempo, le periodiche oscillazioni della posizione delle stelle dovute alla presenza di un pianeta. Durante l’orbita del pianeta, infatti, non solo il pianeta, ma anche la stella ruota attorno al comune centro

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La composizione chimica del gioviano caldo HD 209458b ci racconta la sua origine. L’articolo: “Five carbon- and nitrogen-bearing species in a hot giant planet’s atmosphere” di P. Giacobbe (INAF – OATo) pubblicato su Nature

La scoperta del primo pianeta attorno una stella diversa dal Sole è avvenuta nel 1995, per opera degli astronomi Michel Mayor e Didier Queloz. Questa scoperta fu una vera rivoluzione nel campo dell’astronomia, non solo perchè era la prima conferma osservativa dell’esistenza di pianeti attorno altre stelle (in questo caso 51 Pegasi), ma anche perché il pianeta in questione era un

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Composizione di un pianeta sub-Nettuniano ottenuta con ESPRESSO e TESS. L’articolo: “A sub-Neptune and a non-transiting Neptune-mass companion unveiled by ESPRESSO around the bright late-F dwarf HD 5278 (TOI-130)” di A. Sozzetti (INAF-OATo) pubblicato su A&A

Il satellite Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA è uno dei telescopi più importanti per la ricerca degli esopianeti. TESS è progettato per scoprire esopianeti utilizzando il metodo dei transiti: ossia identificando le stelle caratterizzate da periodiche occultazioni da parte dei loro pianeti, chiamate appunto transiti. Ad oggi, circa il 27% degli esopianeti scoperti grazie ad osservazioni di TESS rientra nella classe dei

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