Formazione stellare nella Vela. Pubblicato su A&A lo studio: “Low-mass star formation and subclustering in the H II regions RCW 32, 33, and 27 of the Vela Molecular Ridge. A photometric diagnostics for identifying M-type stars” di L. Prisinzano (INAF-OAPA)

Le stelle si formano dalla contrazione gravitazionale di nubi di gas, principalmente in ammassi stellari che rimangono associati alla nebulosa da cui si sono generati per circa 5-10 milioni di anni. Questi ammassi stellari includono stelle come il sole, stelle piu’ massicce del sole e un gran numero  di stelle piu’ piccole del sole. Quelle con massa minore di mezza massa solare sono oltre il 70%, la maggiorparte, ma sono anche quelle piu’ difficili da scoprire e finora sono state identificate solo in ammassi molto vicini, con tecniche che richiedono lunghe osservazioni spettroscopiche e/o nei raggi X. Inoltre, la loro  identificazione e’ resa ancora piu’ complicata dal fatto che queste stelle si trovano immerse nelle strutture nebulose che si formano dall’interazione delle stelle piu’ massicce con il gas circostante.

 

Una delle sfide maggiori nello studio delle regioni di formazione stellare e’ quindi
l’identificazione dell’intera popolazione di stelle giovani, fino a quelle di massa pari a qualche decimo di massa solare, riuscendo a distinguerle dalle altre  stelle della Galassia che si trovano a distanze diverse ma lungo la stessa linea di vista, con lo scopo di capire se esse si sono formate in un unico evento  o in piu’ eventi a catena.

 

Nell’articolo: “Low-mass star formation and subclustering in the H II regions RCW 32, 33, and 27 of the Vela Molecular Ridge. A photometric diagnostics for identifying M-type stars” di L. Prisinzano (INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo), recentemente pubblicato su Astronomy & Astrophysics, viene confermata la presenza di tre ammassi molto giovani, nella regione Nord della Vela, identificata come “Vela Molecular Ridge”. In questo lavoro, per la prima volta, 907 stelle giovani, caratterizzate dalla presenza di un disco protoplanetario, sono identificate grazie all’emissione infrarossa dei dischi, o all’emissione legata all’accrescimento di gas dal disco alla stella centrale. Ma la novita’ di questo lavoro consiste nell’aver identificato    un ulteriore campione di 1200  stelle giovani molto piccole, di classe spettrale M (ovvero con massa minore di mezza massa solare) sfruttando la proprieta’ che, nei primi 10 milioni di anni, ovvero quando ancora non hanno finito di formarsi, le stelle M  sono molto piu’ luminose delle stelle M piu’ vecchie. La tecnica innovativa, sviluppata dall’astronomo dell’Osservatorio Astronomico di Palermo F. Damiani, consente anche di derivare le proprieta’ intrinseche, come la luminosita’, la massa ed eta’ delle stelle selezionate. In questo modo, e’ stato possibile stimare la distanza  dal Sole di queste tre regioni, che e’ circa 2500 anni luce, ed ottenere un quadro del processo della formazione stellare che  e’ stato  probabilmente influenzato dall’interazione tra la nube di gas e la radiazione prodotta dalle  stelle formate nella precedente generazione.

 

La figura (link) mostra un’immagine dal Southern H-Alpha Sky Survey Atlas (Gaustad et al., 2001) di 6°×6° centrata sulle tre regioni oggetto di questo studio.

 

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui @mguarce)