La scoperta di un sub-nettuniano con una densità terrestre orbitante attorno ad una stella giovane descritta nell’articolo: “The GAPS Programme at the TNG: LXX. TOI-5734b: A hot sub-Neptune orbiting a relatively young K dwarf with an Earth-like density” di S. Filomeno (INAF – OARoma))

Gli esopianeti orbitanti attorno a stelle giovani sono di grande interesse scientifico, poiché permettono di vincolare i modelli che descrivono la formazione planetaria e le prime fasi di evoluzione dei sistemi planetari. Inoltre, le stelle giovani sono tipicamente caratterizzate da un’intensa attività magnetica; questa produce un’abbondante emissione di radiazione ad alta energia che, incidendo sulle atmosfere dei pianeti, può alterarne

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Due nuovi esopianeti scoperti attorno alla stella a bassa metallicità TOI-5788

Scoperta di due esopianeti attorno alla stella “povera di metalli” TOI-5788   Grazie all’analisi dei dati ottenuti dai satelliti TESS (NASA) e CHEOPS (ESA), insieme allo spettrografo HARPS-N del Telescopio Nazionale Galileo, un team di ricercatori guidato dall’astrofisico B. S. Lakeland (Università di Birmingham ed Exeter) ha scoperto e caratterizzato due esopianeti in orbita attorno a TOI-5788, una stella di

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Pianeti o compagne di piccola massa? L’articolo: “True masses using radial velocity data with Hipparcos and Gaia astrometry” di G. Piccinini (INAF-OAPA/UNIPA) pubblicato su A&A

Spesso è difficile stabilire se attorno a una stella orbiti un pianeta gassoso, una nana bruna o una stella di piccola massa. Tuttavia, una tecnica che combina misure di velocità radiale e astrometriche può fornire indicazioni affidabili in merito.   Alcuni studi condotti su campioni di stelle con esopianeti indicano che, attorno a stelle di tipo solare, la probabilità di

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Sei pianeti altamente irradiati attorno ad una stella con un ciclo ai raggi X. L’articolo: “Long-term X-ray variability of the multiple-planet host L 98-59: Hints of an activity cycle” di I. Pillitteri (INAF-OAPA) pubblicato su A&A

Una stella con sei pianeti di tipo terrestre e un’intensa emissione ai raggi X, che mostra una ciclicità di circa due anni e potrebbe avere un impatto significativo sulle proprietà dei pianeti e delle loro atmosfere.   L’attività magnetica di una stella si manifesta attraverso una serie di fenomeni ad alta energia che producono radiazione nei raggi X e UV. Lo

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Climatologia estrema su un gioviano Caldo. L’articolo: “The GAPS Programme at TNG. LXIX.The Dayside of WASP-76b revealed by GIANO-B, HARPS-N and ESPRESSO: Evidence for Three-Dimensional Atmospheric Effects” di G. Guilluy (INAF – OATo) pubblicato su A&A

Climatologia planetaria in condizioni estreme grazie alle osservazioni GIANO-B, HARPS-N ed ESPRESSO del gioviano caldo WASP-76b   Tra i 6007 esopianeti confermati finora (22/09/2025) esiste una classe di pianeti assente nel Sistema Solare, ma fondamentale per studiare la fisica delle atmosfere planetarie in condizioni estreme:: i Gioviani ultra-caldi. Si tratta di giganti gassosi in orbite molto ravvicinate alla propria stella,

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Alla ricerca del meccanismo che porta alla formazione dei Gioviani Caldi. L’articolo: “Gas, not dust: Migration of TESS/Gaia hot Jupiters possibly halted by the magnetospheres of protoplanetary disks” di I. Mendigutia (CAB) pubblicato su A&A

I Gioviani Caldi sono giganti gasso che orbitano a distanze <0.1 AU dalla loro stella. Ma cosa determina il raggio orbitale finale di questi pianeti? Nelle stelle di massa intermedie sembrerebbe essere la dispersione dei gai nel disco protoplanetario   I gioviani caldi sono una tipologia di esopianeti assente nel Sistema Solare. Si tratta di giganti gassosi che orbitano attorno

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Un giovane Saturno nell’ammasso aperto IC2602 descritto nell’articolo: “TOI-837 b: Characterisation, formation, and evolutionary history of an infant warm Saturn-mass planet” di M. Damasso (INAF – OATo)

——————————————————————————————————————– Analisi di osservazioni TESS e HARPS permettono di confermare l’esistenza di un pianeta simile a Saturno orbitante attorno ad una stella associata all’ammasso stellare giovane IC 2602 ——————————————————————————————————————– Gli ammassi stellari non sono soltanto splendidi oggetti da fotografare e osservare al telescopio, ma rappresentano anche un’importante opportunità per lo studio dell’evoluzione stellare. Essi sono infatti composti da ricchi campioni

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Un sistema di superterre per la stella GJ 3998 descritto nell’articolo: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG XVI. A super-Earth in the habitable zone of the GJ 3998 multi-planet system” di A. K. Stefanov (IAC)

A soli 60 anni luce di distanza da noi, la stella GJ 3998, di classe spettrale M, ospita un sistema di ben tre superterre, scoperte e studiate grazie alle osservazioni del Telescopio Nazionale Galileo.   Le stelle di classe spettrale M sono tra i target più importanti per la ricerca di esopianeti, principalmente per due motivi: sono le stelle più

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Due gioviani caldi con un’atmosfera ricca d’acqua. Lo studio: “The GAPS Programme at TNG LXVII. Detection of water and preliminary characterisation of the atmospheres of the two hot Jupiters KELT-8 b and KELT-23 Ab” di M. Basilicata (Università di Tor Vergata) pubblicato su A&A)

Osservazioni realizzate con il Telescopio Nazionale Galileo di due esopianeti appartenenti alla classe dei gioviani caldi rivelano un’atmosfera ricca di acqua, nonostante le temperature elevate.   L’acqua è un’ingrediente essenziale per la vita come la conosciamo. Questo non soltanto perché la beviamo, ma perché è un solvente eccezionale per i processi chimici che stanno alla base della vita sulla Terra. Non stupisce, quindi,

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La relazione tra metallicità e presenza di pianeti durante l’evoluzione delle stelle di massa intermedia descritta nello studio: “Intermediate-mass stars and the origin of the gas-giant planet-metallicity correlation” di J. Maldonado (INAF-OAPA)

Una relazione tra la possibilità di avere pianeti gassosi e l’abbondanza di elementi chimici pesanti esiste per le stelle di piccola massa. Pochi studi hanno finora provato ad estendere questa relazione anche per le stelle di massa intermedia. Questo è l’obiettivo dello studio “Intermediate-mass stars and the origin of the gas-giant planet-metallicity correlation” di J. Maldonato (INAF – Osservatorio Astronomico

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