Due nuovi esopianeti scoperti attorno alla stella a bassa metallicità TOI-5788

Scoperta di due esopianeti attorno alla stella “povera di metalli” TOI-5788   Grazie all’analisi dei dati ottenuti dai satelliti TESS (NASA) e CHEOPS (ESA), insieme allo spettrografo HARPS-N del Telescopio Nazionale Galileo, un team di ricercatori guidato dall’astrofisico B. S. Lakeland (Università di Birmingham ed Exeter) ha scoperto e caratterizzato due esopianeti in orbita attorno a TOI-5788, una stella di

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Pressione dinamica o interazione gravitazionale determinano le proprietà di NGC2276? Lo studio: “The Competing Influence of Ram Pressure and Tidal Interaction in NGC 2276” di L. Matijevic (University of Zagreb/INAF-OAPd) pubblicato su A&A

È noto che l’evoluzione e la morfologia delle galassie siano spesso determinate dagli effetti ambientali. La maggior parte delle galassie, infatti, appartiene a gruppi (che contano al massimo decine di membri) o ad ammassi (che possono contenere centinaia o migliaia di galassie), dove le interazioni tra galassie sono estremamente comuni. Queste possono essere di natura gravitazionale, come le interazioni mareali,

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Pianeti o compagne di piccola massa? L’articolo: “True masses using radial velocity data with Hipparcos and Gaia astrometry” di G. Piccinini (INAF-OAPA/UNIPA) pubblicato su A&A

Spesso è difficile stabilire se attorno a una stella orbiti un pianeta gassoso, una nana bruna o una stella di piccola massa. Tuttavia, una tecnica che combina misure di velocità radiale e astrometriche può fornire indicazioni affidabili in merito.   Alcuni studi condotti su campioni di stelle con esopianeti indicano che, attorno a stelle di tipo solare, la probabilità di

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Variabilità dell’emissione di raggi X in Proxima Centauri descritta in “Time-resolved X-ray spectra of Proxima Centauri as seen by XMM-Newton” di A. Damonte (CEA-Saclay; UNIPA; INAF-OAPA)

L’emissione ad alta energia da parte delle stelle può avere un impatto importante sulle atmosfere dei pianeti. Per comprendere questo effetto a fondo, è necessario tenere conto di come questa emissione varia nel tempo.   Negli ultimi anni, le stelle di piccola massa di classe spettrale M hanno assunto una notevole importanza nella ricerca e caratterizzazione degli esopianeti. Questo perché

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[COMUNICATO STAMPA] Un “termometro stellare” basato sull’Intelligenza Artificiale

Una collaborazione tra l’Inaf e l’Università di Palermo ha ottenuto nuovi risultati sull’evoluzione delle stelle giovani e dei meccanismi alla base della formazione stellare nella nostra galassia. Il metodo impiegato, sviluppato da un team interdisciplinare di astrofisici e statistici, si basa su una rete neurale. Lo studio è pubblicato su Plos One Determinare l’età delle stelle giovani – oggetti celesti

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Sei pianeti altamente irradiati attorno ad una stella con un ciclo ai raggi X. L’articolo: “Long-term X-ray variability of the multiple-planet host L 98-59: Hints of an activity cycle” di I. Pillitteri (INAF-OAPA) pubblicato su A&A

Una stella con sei pianeti di tipo terrestre e un’intensa emissione ai raggi X, che mostra una ciclicità di circa due anni e potrebbe avere un impatto significativo sulle proprietà dei pianeti e delle loro atmosfere.   L’attività magnetica di una stella si manifesta attraverso una serie di fenomeni ad alta energia che producono radiazione nei raggi X e UV. Lo

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Plasma ad alta temperatura nelle stelle solari e di piccola massa. L’articolo: “Empirical prediction of plasma emission measure distributions and X-EUV spectra of late-type stars” di A. Maggio (INAF-OAPA) pubblicato su The Astrophysical Journal

Misurata la quantità di plasma tra 10000 e 30 milioni di gradi, responsabile dell’emissione di raggi UV estremi e raggi X a bassa energia, in un campione di stelle di tipo solare e a bassa massa.   Le stelle di tipo solare (classi spettrali F, G, o K) e quelle di piccola massa (classe spettrale M) ospitano nella loro atmosfera

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La corona solare riscaldata da arcate magnetiche aggrovigliate, micro-brillamenti e getti secondo nuove simulazioni magnetoidrodinamiche guidate da G. Cozzo (CfA; INAF-OAPA))

La corona del Sole è una struttura che si estende per diversi raggi solari ed è popolata da plasma a bassa densità e a milioni di gradi, molto più caldo di quello in fotosfera e cromosfera. Cosa riscalda il plasma coronale fino a temperature così elevate? Sembra che la causa sia una combinazione di complessi fenomeni di natura magnetica.  

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Un modello tridimensionale sintetizza l’emissione di raggi X dalla nova imminente T Coronae Borealis. Lo studio: “Predicting the X-ray signatures of the imminent T Coronae Borealis outburst through 3D hydrodynamic modeling” di S. Orlando (INAF – OAPA) pubblicato su A&A

Una nuova stella potrebbe accendersi nel nostro cielo il prossimo anno, diventando visibile anche ad occhio nudo. Si tratta di T Coronae Borealis, una nova ricorrente che si trova a poco meno di 3000 anni luce di distanza tra noi.    Una nova è un sistema caratterizzato da esplosioni periodiche accompagnate da improvvisi aumenti di luminosità. Si tratta di sistemi

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Berkeley 59: un ammasso stellare in espansione descritto nello studio: “Internal dynamics and structure of Cepheus OB4. The asymmetric expansion of Berkeley 59” di B. Wiesneth (Universität Leipzig/Universidade de Lisboa)

Berkeley 59 è un ammasso stellare giovane, che sta attraversando una rapida espansione fortemente asimmetrica.   Le stelle si formano tipicamente in gruppi o ammassi stellari che contengono da centinaia a migliaia di membri. All’interno di questi ammassi, le stelle non sono immobili, ma si muovono seguendo traiettorie determinate dalla gravità complessiva del sistema (ossia dal potenziale gravitazionale dell’ammasso) e

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