Pubblicato su ApJ “Investigating the Structure of Vela X” di P. Slane (CfA) sulla struttura del resto di supernova della Vela

Le esplosioni di supernova, gli eventi più violenti dell’Universo, producono una nebulosa in rapida espansione che eventualmente interagisce con il mezzo interstellare circostante (chiamate “resti di supernova”) ed un oggetto compatto formatosi dalla contrazione del nucleo della stella progenitrice. Data la sua vicinanza dal Sole (“appena” 945 anni luce circa), uno dei resti di supernova più studiati e’ quello della Vela. Questo resto di supernova copre una vasta zona nel nostro cielo di circa 6 gradi nella costellazione della Vela.

 

Osservato in banda radio, il resto di supernova della Vela mostra un guscio esterno sottile con una densità di circa 1 particella per cm3. Questo guscio e’ prodotto dallo shock creato dalla compressione della nube circostante a seguito dell’impatto degli ejecta della supernova in rapida espansione (), compressione che a sua volta genera un “reverse shock” all’interno del resto di supernova stesso. Al suo interno si trova una “pulsar wind nebula”, ossia una nebulosa che circonda ed e’ riscaldata dalla pulsar formata dalla contrazione del nucleo della progenitrice. La pulsar e’ quindi circa al centro del resto di supernova, ruota su se stessa compiendo una rotazione completo ogni 89.3 millesimi di secondo, e’ caratterizzata da un jet e si muove con una velocità di 80 km/sec nella direzione del jet. Altri studi, realizzati dai ricercatori dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, hanno analizzato le onde d’urto (“bowshocks”) lungo o esternamente al guscio esterno, con temperature tra 1 e 6 milioni di gradi, e le regioni di shock tra il guscio e la nebulosa circostante.

 

Nello studio “Investigating the Structure of Vela X” di P. Slane (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics), recentemente pubblicato su The Astrophysical Journal, gli autori hanno studiato la complessa struttura del resto di supernova della Vela tramite l’analisi di una nuova osservazione ai raggi X realizzata con il satellite XMM-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea (un’osservazione lunga più di 103 ore) ed un’osservazione di archivio, sempre ai raggi X, ottenuta con il satellite Chandra della NASA, lunga circa 6 ore. Oltre queste osservazioni, gli autori hanno realizzato delle complesse simulazioni idrodinamiche mirate a comprendere la natura di una nube luminosa ai raggi X situata circa 45 arcominuti a sud della pulsar, chiamata “the cocoon”. Da questa dettagliata analisi e’ emerso che la struttura del resto di supernova della Vela sia il risultato dell’erosione asimmetrica della “pulsar wind nebula” da parte del “reverse shock”. La asimmetria e’ una conseguenza della morfologia della mezzo interstellare che circonda il resto di supernova. Gli autori hanno anche studiato importanti dettagli sulle abbondanze chimiche, temperatura e meccanismi di emissione in diverse regioni del resto di supernova. Gli astronomi M. Miceli e F. Bocchino dell’Osservatorio Astronomico di Palermo sono coautori di questo studio.

 

La figura (link) mostra un’immagine ai raggi X (da ROSAT) del resto di supernova della Vela, con evidenziati i campi osservati da XMM, la pulsar con il suo jet e la pulsar wind nebula attorno, ed il “cocoon”.

 

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui @mguarce)