La cronologia della formazione stellare in NGC 6530 svelata grazie (anche) al satellite Gaia

Le stelle si formano dalla contrazione gravitazionale di enormi nubi di gas. Durante la contrazione, le nubi si frammentano, dando vita non a singole stelle, ma ad associazioni e ammassi stellari che possono contenere da decine a centinaia di migliaia di stelle. Raramente, però, il processo di formazione stellare avviene in modo monolitico, ossia con un singolo evento di formazione che interessa la regione più densa della nube e che forma rapidamente tutte le stelle che popolano le regioni di formazione stellare. Si tratta tipicamente di un fenomeno dalla cronologia più complessa, con più eventi di formazione stellare spesso interconnessi tra loro.

 

Studiare la sequenza di formazione stellare è, però, un compito arduo. Si deve per prima cosa ottenere una lista affidabile delle stelle associate alla regione, contaminata il meno possibile da sorgenti che si trovano lungo la stessa linea di vista ma non connesse alla regione di formazione stellare. Successivamente, si devono datare le singole stelle, spesso tramite il confronto tra i colori e le magnitudini osservate delle stelle selezionate come membri con modelli teorici di evoluzione stellare che permettono di legare i parametri stellari con l’età.

 

Il team guidato dall’astronomo F. Damiani (INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo) ha studiato la sequenza di formazione stellare nell’ammasso giovane NGC 6530 e nelle regioni circostanti. Una lista di 3675 stelle associate all’ammasso è stata compilata combinando le selezioni ottenute con vari criteri mirati a identificare stelle giovani appartenenti all’ammasso. In particolare, è stato utilizzato un metodo sviluppato da ricercatori INAF-OAPA che permette la selezione fotometrica di stelle di classe spettrale M associate all’ammasso, insieme alle osservazioni ottenute dal satellite ESA Gaia. Quest’ultimo fornisce dati di alta precisione sulla dinamica delle stelle e la loro distanza, permettendo di identificare stelle appartenenti ad ammassi stellari. Dal confronto della fotometria delle stelle selezionate come membri con modelli teorici evolutivi, gli autori hanno stimato le età individuali di queste stelle ed ottenuto una chiara sequenza di formazione stellare. Ne è risultato un quadro alquanto complesso, con la popolazione più antica (formata circa 4-5 milioni di anni fa) localizzata principalmente al centro dell’ammasso e con l’età media delle altre stelle che tende a diminuire verso le regioni esterne. I dati sulla dinamica delle stelle forniti da Gaia indicano che la nebulosa da cui si è formato NGC 6530 ha attraversato il piano galattico circa 4 milioni di anni fa, potendo quindi essere stato questo l’evento che ha indotto gli eventi iniziali di formazione stellare in questa nebulosa. Questa ricerca è descritta nell’articolo: “Wide-area photometric and astrometric (Gaia DR2) study of the young cluster NGC 6530“, pubblicato su Astronomy & Astrophysics con la collaborazione degli astronomi INAF-OAPA L. Prisinzano, G. Micela e S. Sciortino.

 

La figura (link) mostra un diagramma colore-magnitudine delle stelle selezionate come membri di NGC 6530. Nel diagramma sono usati diversi simboli per indicare la diagnostica con cui le stelle sono selezionate come membri. Sono anche mostrate le isocrone a 1, 3, 10, 30, 100 milioni di anni (ossia i luoghi popolati da stelle di eguale età e diversa massa) ed alcune tracce evolutive (i luoghi popolati da stelle di eguale massa ma diversa età).

 

di Mario Giuseppe Guarcello    ( segui @mguarce)