La presenza di una stella a neutroni al centro di SN1987A confermata da un nuovo studio

SN1987A, la supernova esplosa nella Grande Nube di Magellano (a circa 170 mila anni luce di distanza) il 23 Febbraio 1987, è un caso iconico nello studio delle supernove e dei resti di supernova. Si tratta, infatti, dell’unico caso in cui è stato possibile sia osservare l’esplosione con moderni telescopi, che monitorare continuamente lo sviluppo del resto di supernova e

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Dalle curve di luce TESS, un nuovo metodo per studiare l’attività stellare applicato a stelle con pianeti

La luminosità delle stelle non è costante nel tempo, ma varia con tempi scala che vanno dai minuti agli anni, in funzione dei fenomeni che inducono tale variabilità. Molti di questi fenomeni sono di origine magnetica, ossia prodotti dall’interazione tra campo magnetico e plasma nelle stelle. Alcuni esempi più importanti, osservati e studiati in dettaglio sul Sole, sono i brillamenti

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I pianeti di V1298 Tau stanno evaporando?

La ricerca di esopianeti attorno alle stelle giovani è di grande importanza per lo studio del processo di formazione planetaria e delle prime fasi evolutive dei pianeti. Il disco di gas e polveri da cui i pianeti si formano, infatti, ha una vita media di pochi milioni di anni, durante i quali i pianeti giovani interagiscono con il materiale in

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Raggi X e radiazione EUV influenza la chimica delle atmosfere degli esopianeti, e la stratificazione di molecole come acqua, CO, CO2, ed idrocarburi

Tra i 4903 esopianeti (fonte: https://exoplanets.nasa.gov/) scoperti e confermati finora (Gennaio 2022), alcuni orbitano a distanze molto ravvicinate dalla loro stella. In realtà, fu proprio il primo pianeta scoperto attorno ad una stella diversa dal Sole (51 Pegasi b, scoperto nel 1995) ad insegnarci che l’esistenza di pianeti in orbite così strette era possibile. 51 Pegasi b, infatti, orbita a soli

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Un recente modello idrodinamico 3D realizzato da astronomi INAF descrive le proprietà fondamentali dei resti di supernova prodotti da esplosioni di stelle LBV

Le stelle LBV (Luminous Blue Variable) sono stelle massicce, instabili, e caratterizzate da importanti perdite di massa, sia dovute ad intensi venti stellari che a sporadici eventi di espulsione di grandi quantità di gas. A causa della loro instabilità, le stelle LBV sono sorgenti variabili, con variazioni quasi-periodiche della loro luminosità dell’ordine di 0.5-2 magnitudini. Esempi tipici di stelle di

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Uno studio su Dolidze25 suggerisce che i dischi protoplanetari si disperdono più rapidamente in ambienti a bassa metallicità

I dischi protoplanetari sono strutture a disco da cui si formano i sistemi planetari, e che caratterizzano le stelle di piccola massa tipicamente più giovani di 10 milioni di anni, dette “stelle di pre-sequenza“. Negli ultimi anni, la comunità scientifica ha rivolto una grande attenzione allo studio dell’evoluzione e della dispersione dei dischi protoplanetari. Questo per merito di strumenti come

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Il pianeta attorno DS Tuc A perderà circa il 10% della sua massa a causa della radiazione UV ed ai raggi X stellare incidente

I pianeti orbitanti attorno stelle giovani (ad esempio, più giovani di 100 milioni di anni) sono oggetti di grande importanza, in quanto ci permettono di studiare i processi fisici in atto durante le prime fasi evolutive dei sistemi planetari. Scoprire e caratterizzare pianeti attorno stelle giovani, però, può essere decisamente complesso. Stelle di questa età, infatti, sono caratterizzate da una

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Jet ed anisotropie innescati durante le esplosioni di supernova, studiati nel Vela SNR tramite osservazioni XMM e ROSAT

I resti di supernova, ossia le nebulose in rapida espansione formate dalle esplosioni di supernova, presentano tipicamente una morfologia asimmetrica. Questo è spesso dovuto all’interazione tra l’onda d’urto in espansione ed il mezzo circostante, e, soprattutto quando sono state generate da esplosioni di supernova a collasso del nucleo (ossia innescate dal collasso gravitazionale del nucleo di una stella di grande

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Un modello idrodinamico tridimensionale spiega la natura dei resti di supernova “mixed-morphology”

I resti di supernova sono nebulose in rapida espansione prodotte dalle esplosioni di supernova, spesso caratterizzate da una morfologia complessa conseguenza dell’interazione con il mezzo ambiente. Questi oggetti sono sorgenti di radiazione in varie bande dello spettro elettromagnetico. Questo è dovuto alla varietà di fenomeni che caratterizzano i resti di supernova, ed alle diverse condizioni fisiche (come temperatura e densità)

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