Ghiacci e raggi X per spiegare le abbondanze chimiche nei dischi protoplanetari

Per comprendere il processo di formazione planetaria è necessario studiare l’evoluzione dei dischi protoplanetari, le strutture a disco composte da gas e grani di polvere orbitanti attorno le stelle di piccola massa durante i primi 3-5 milioni di anni della loro vita, e che possono dare origine a sistemi planetari. Negli ultimi anni, osservazioni di queste strutture mirate all’identificazione di

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Un nuovo metodo diagnostico per selezionare ejecta ricchi di metalli nei SNR

I resti di supernova sono nebulose in rapida espansione formate dalle esplosioni di supernova. Queste nebulose sono composte dal mezzo interstellare che viene investito e riscaldato dall’onda d’urto prodotta dall’esplosione, e dagli addensamenti di materiale stellare espulsi quando la stella è esplosa, chiamati ejecta. Gli ejecta sono localizzati dietro l’onda d’urto, viaggiando a velocità minori, e spesso vengono riscaldati dall’onda d’urto inversa:

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Sviluppato un metodo basato sull’Analisi delle Componenti Principali per correggere le sistematiche delle curve di luce Kepler/K2

Molti campi di studio dell’astronomia moderna si basano su misure fotometriche ad altissima precisione. Questo è vero in particolare per la ricerca di esopianeti con la tecnica dei transiti. Questa tecnica consiste nel misurare le piccolissime variazioni di luminosità delle stelle quando un loro pianeta transita lungo la linea di vista. Ad esempio, un Gioviano Caldo (ossia un gigante gassoso con un’orbita

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Il prof. Salvatore Sciortino va in pensione

Dal 1 Giugno 2020, dopo 39 anni di servizio presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), il Prof. Salvatore Sciortino va in pensione.   Già un anno dopo la sua laurea in Fisica, ottenuta nel 1978 presso l’Università degli Studi di Palermo, Salvatore Sciortino svolgeva la sua attività di ricerca sulla fisica delle corone stellari presso il prestigioso Harvard-Smithsonian Center for

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Tre esopianeti (tra cui una super-Terra) per la stella HD 16492

Il team internazionale guidato dall’astrofisica S. Benatti (INAF-OAPA) ha scoperto tre esopianeti, tra cui una super-Terra, attorno la stella HD 164922. Lo studio fa parte del progetto GAPS (Global Architecture of Planetary Systems). Una descrizione della ricerca ed un’intervista all’autrice dello studio può essere letta nell’articolo preparato dalla redazione di Media INAF (link)

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Un nuovo modello sviluppato ad OAPA connette per la prima volta il resto di supernova SN1987A, con la supernova e la progenitrice

Le stelle con una massa maggiore di 9 masse solari terminano la loro evoluzione come supernove. Queste esplosioni sono innescate dal collasso gravitazionale del nucleo di queste stelle massive, una volta che le reazioni termonucleari si sono esaurite e il nucleo non è più sostenuto dalla pressione prodotta dalle reazioni stesse. Non si tratta, comunque, di semplici esplosioni dalla simmetria

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La distribuzione bimodale dei raggi degli esopianeti noti dovuta alla radiazione UV ambientale

Ad oggi (23 Marzo 2020) sono stati confermati 4141 esopianeti in 3072 sistemi planetari, con 5075 candidati esopianeti che attendono conferma (fonte: https://exoplanets.nasa.gov/). Il numero di esopianeti identificati e confermati è grande abbastanza da permettere agli astronomi di studiare le proprietà globali, come la distribuzione di massa, parametri orbitali, dimensioni e composizione, degli esopianeti mettendole anche in relazione con le caratteristiche

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SuperTerre caldissime ma con un’atmosfera ricca di idrogeno. Un nuovo modello spiega come sia possibile

Le “super-Terre” sono esopianeti rocciosi con una massa compresa tra la massa della Terra e quella di Urano. Alcuni di questi pianeti possono avere orbite molto strette attorno la propria stella. Ad esempio, la super-terra 55 Cancri e, con una massa pari a 8.6 masse terrestri, orbita attorno la propria stella ad una distanza di circa 0.016 UA (Unità Astronomiche,

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Il primo esopianeta scoperto da TESS attorno una stella giovane ha un’atmosfera straordinariamente estesa

L’architettura finale di un sistema esoplanetario è il risultato di una combinazione di processi complicati, quali la dispersione del disco protoplanetario da cui si è formato il sistema planetario e l’interazione gravitazionale tra gli esopianeti. Questi processi possono anche essere fortemente influenzati dall’ambiente esterno e dalla stella centrale. Uno dei processi più importanti in tal senso è la migrazione dei pianeti dall’orbita

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