Archeologia astronomica grazie alla Gaia-ESO Survey. Pubblicato: “The Gaia-ESO Survey: matching chemodynamical simulations to observations of the Milky Way” di B. B. Thompson

Esistono degli archeologi che non fanno ricerche scavando il terreno o catalogando reperti nei musei, ma che invece usano i telescopi…

 

L’archeologia galattica e’ una branca dell’astronomia che cerca di risalire alla formazione ed evoluzione delle componenti della nostra Galassia (bulge, barra, disco, alone) studiando l’eta’, dinamica e abbondanze chimiche relative delle stelle. Un lavoro estremamente complesso, se si considera l’enorme numero di stelle stimate della Via Lattea (tra i 100 ed i 400 miliardi).

 

Cio’ nonostante, questa branca dell’astronomia ha riportato risultati di grande importanza per la nostra comprensione su come la Via Lattea si sia formata e su come abbia interagito con l’ambiente circostante (principalmente galassie satelliti fagocitate dalla Via Lattea). Questo pero’ ha sempre richiesto il confronto tra i dati di una popolazione quanto piu’ ampia possibile di stelle con modelli evolutivi della nostra Galassia.

 

In questo contesto si inserisce l’articolo “The Gaia-ESO Survey: matching chemodynamical simulations to observations of the Milky Way” di B. B. THompson, realizzato con la collaborazione di astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Palermo e recentemente pubblicato da Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Gli autori dello studio hanno utilizzato i dati della Gaia-ESO Survey, il più esteso e completo set di osservazioni spettroscopiche di stelle in varie componenti della nostra Galassia, ed hanno confrontato le informazioni ottenute su dinamica, eta’, ed abbondanze chimiche delle stelle con un particolare modello galattico chiamato RAMSES-CH. Il risultato principale dello studio riguarda il fatto che le dispersioni nelle proprietà chimiche ed eta’ delle stelle che i modelli di evoluzione galattica finora utilizzati hanno sempre stentato a riprodurre, sono in realtà dovuti alle incertezze statistiche proprie di questo tipo di misure, e non a proprietà intrinseche della Via Lattea.

 

Questo studio, quindi, grazie alla Gaia-ESO Survey, permette di semplificare significativamente il lavoro degli archeo-astronomi che studiano la formazione ed evoluzione della Via Lattea.

 

La figura (link) mostra una simulazione della densità superficiale di gas della Via Lattea, ed il centro della regione analizzata in questo studio.