Pubblicato da F. Damiani (INAF-OAPA) su A&A il primo studio spettroscopico di un vasto campione di stelle appartenenti ad una regione di formazione stellare massiva (Carina Nebula)

Le stelle si formano in regioni chiamate appunto “di formazione stellare”: enormi nubi di gas, più o meno denso, che si contrae sotto l’effetto della gravità per formare stelle in ammassi o associazioni. Nella Via Lattea tali regioni tipicamente producono un numero limitato di stelle, centinaia o al massimo poche migliaia. Esistono però regioni di formazione stellare particolarmente massive, capaci di dare alla luce decine di migliaia di stelle di piccola massa e alcune delle stelle più massive conosciute.

 

Lo studio di queste regioni è di particolare interesse per vari aspetti. Ad esempio, il fatto di essere comuni nelle starburst galaxies, o per l’influenza che un ambiente dominato da una popolazione stellare particolarmente ricca con molte stelle massive ha sul prodotto finale di formazione stellare e sulle prime fasi di evoluzione stellare.

 

La Carina Nebula è uno degli esempi più noti di regione di formazione stellare massiva nella Via Lattea. E’ la seconda regione di formazione stellare massiva più vicina a noi dopo Cygnus OB2. Dalle sue nubi si è formata una ricca popolazione stellare di cui oggi sono state identificate più di 14000 stelle, compreso alcune delle stelle più massive conosciute. Parte di queste stelle appartengono a ricchi ammassi stellari come Trumpler 16 e Trumpler 14.

 

Lo studio “Gaia-ESO Survey: Global properties of clusters Trumpler 14 and 16 in the Carina nebula” dell’astronomo F. Damiani (Osservatorio Astronomico di Palermo), recentemente pubblicato su Astronomy & Astrophysics, presenta la prima analisi spettroscopica di un ricco campione di stelle (1085) appartenenti alla regione della Carina, ed in particolare degli ammassi Trumpler 14 e 16, usando dati provenienti dalla Gaia-ESO Survey. Lo studio ha permesso l’identificazione di 286 nuovi membri, e presenta una dettagliata analisi della nebulosa e delle stelle associate alla regione e delle cronologia con cui è avvenuto il processo di formazione stellare. Sono inoltre presentati i dati relativi alla velocità di rotazione delle stelle studiate, con evidenze che stelle più vecchie di 3 milioni di anni ruotano più lentamente delle stelle più giovani.

 

La figura (link) mostra una mappa della Carina Nebula ottenuta da immagini CTIO e HST.