Selezione e caratterizzazione delle stelle M che saranno osservate da Plato descritta in “Selection and characterisation of the M dwarf targets in the PLATO Input Catalogue” di L. Prisinzano (INAF-OAPA)
Presentate stime delle proprietà fisiche delle stelle M che saranno osservate dal satellite PLATO
Tra pochi mesi la scienza esoplanetaria potrà contare su un nuovo e potente strumento: il satellite dell’Agenzia Spaziale Europea PLATO (PLAnetary Transits and Oscillations of stars), il cui lancio è previsto per gli inizi del 2027.
PLATO è progettato per la ricerca di esopianeti attorno a stelle di tipo solare attraverso la tecnica dei transiti, ovvero misurando le periodiche diminuzioni di luminosità causate dal passaggio di un pianeta davanti alla propria stella ospite. Durante i quattro anni di missione nominale, PLATO produrrà centinaia di migliaia di curve di luce (misure che mostrano la variazione temporale della luminosità di una sorgente), con l’obiettivo di scoprire pianeti rocciosi con orbite simili a quelli del nostro Sistema Solare.
Nonostante PLATO sia dotato di un campo di vista enorme, il satellite potrà trasmettere a Terra solamente le osservazioni delle stelle incluse in un catalogo predefinito, chiamato PLATO Input Catalogue, prodotto da ricercatori dell’Università di Padova, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, e l’Agenzia Spaziale Italiana. Questo catalogo è suddiviso in quattro campioni; tra questi, il campione “P4” contiene le stelle più piccole e fredde, appartenenti alla classe spettrale M (con temperature efficaci comprese tra 2400 K e 3700 K).
Le stelle M sono target fondamentali per lo studio della popolazione planetaria della Via Lattea per diversi motivi. Innanzitutto, sono le stelle più numerose della Galassia, costituendo circa il 75% della popolazione stellare totale. Inoltre, attorno a queste stelle è più semplice individuare sia pianeti di piccole dimensioni, sia pianeti situati nella zona abitabile, ovvero l’intervallo di distanze in cui un pianeta roccioso può mantenere acqua allo stato liquido sulla propria superficie.
Per tale ragione, un team di ricercatori guidato dall’astrofisica L. Prisinzano (INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo) ha selezionato più di 15 mila stelle che costituiranno il campione “P4”. Seguendo i requisiti scientifici imposti dall’ESA, il team non si è limitato a stilare un catalogo, ma ha anche caratterizzato nel dettaglio le singole stelle e condotto un’analisi statistica dell’intero campione. Queste stelle si trovano a una distanza media di circa 450 anni luce da noi, spingendosi fino a un massimo di circa 650 anni luce.
Il team ha fornito stime precise dei parametri fisici di queste stelle, tra cui il raggio, uno dei dati più complessi da determinare. Misurare il raggio stellare è difficile sia perché è impossibile risolvere direttamente il disco di stelle così lontane, sia perché le stime ottenute confrontando misure fotometriche con le previsioni di modelli teorici sono influenzate dalla presenza di macchie stellari (analoghe alle macchie solari) sulla loro superficie.
Lo studio è descritto nell’articolo “Selection and characterisation of the M dwarf targets in the PLATO Input Catalogue“, recentemente pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics.
Mario Giuseppe Guarcello
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