Pubblicato su A&A lo studio: “The Gaia-ESO Survey: radial distribution of abundances in the Galactic disc from open clusters and young-field stars” di L. Magrini

Le stelle massive sono enormi fornaci che producono e sintetizzano molti degli elementi chimici che ci circondano. Ad esempio, ossigeno, magnesio, silicio, calcio e titanio sono infatti prodotti all’interno delle stelle massive con processi di nucelosintesi. In più, il ciclo vitale delle stelle massive è davvero breve se paragonato a quello delle stelle di piccola massa: pochi milioni di anni confrontato con vari miliardi di anni (più di 10 miliardi nel caso delle stelle tipo Sole). Questo significa che gli elementi chimici prodotti nelle stelle massive vengono dispersi rapidamente quando queste stelle esplodono, arricchendo il patrimonio di elementi chimici presenti in una Galassia.

 

L’analisi delle abbondanze di tali elementi chimici nelle stelle a diverse posizioni del disco galattico può quindi rivelare importanti informazioni sulla formazione ed evoluzione della Galassia. Ad esempio, nella Via Lattea è ben noto che l’abbondanza di elementi chimici pesanti va via via diminuendo con la distanza dal centro della Galassia. Comunque, esistono alcune dibattute osservazioni di regioni nel disco esterno della nostra Galassia ricche di elementi chimici pesanti, interpretati come una prova di eventi di fusione di galassie satelliti con la Via Lattea.

 

In questo contesto si inserisce il nuovo studio “The Gaia-ESO Survey: radial distribution of abundances in the Galactic disc from open clusters and young-field stars” di L. Magrini (INAF – Osservatorio Astrofisico di Arcetri), ennesimo risultato dalla Gaia-ESO Survey. In questo lavoro, a cui hanno partecipato gli astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Palermo E. Flaccomio e F. Damiani, sono analizzati dati spettroscopici di vari ammassi stellari più vecchi di 0.1 miliardi di anni a diverse distanza dal centro della Galassia e stelle di campo, allo scopo di derivarne le abbondanze chimiche. Nell’articolo è dimostrato come i modelli odierni di evoluzione chimica e dinamica della Galassia riproducono bene i dati osservati nel disco interno della Via Lattea. Ancora più importante, gli autori mettono in evidenza differenze nella sintesi di questi elementi pesanti (in particolare ossigeno e magnesio) fondamentali per l’interpretazione delle osservazioni e la loro interpretazione per comprendere l’evoluzione della Via Lattea.

 

In figura (link) come l’abbondanza degli elementi alfa (ossigeno, magnesio, silicio, calcio e titanio) varia con la distanza dal centro della Galassia, ed un confronto con modelli dell’evoluzione chimica della Via Lattea.