Supernovae e Jet, accettato su A&A l’articolo: “Indications of a Si-rich bilateral jet of ejecta in the Vela SNR observed with XMM-Newton” di F. Garcia

Stelle molto massive terminano il loro ciclo vitale con spettacolari supernovae. Per comprendere la violenza di simili eventi, durante l’esplosione di una supernova viene rilasciata in pochi secondi un’energia simile a quella che il nostro Sole irradia in tutta la sua esistenza, lunga più di 10 miliardi di anni, e gli strati esterni della stella che esplode (la “progenitrice”) vengono espulsi a velocità maggiori di 1000 km/sec.

 

Cosa rimane di un’esplosione di supernovae? Un oggetto compatto formato dal nucleo della progenitrice, con attorno una nebulosa costituita dal gas espulso durante l’esplosione, chiamato “resto di supernova”. Lo studio delle proprietà dei resti di supernovae è fondamentale per riuscire a comprendere le supernovae stesse e la natura delle loro stelle progenitrici.

 

Nell’articolo “Indications of a Si-rich bilateral jet of ejecta in the Vela SNR observed with XMM-Newton” di F. Garcia (Istituto di Radioastrnomia Argentino), realizzato in collaborazione con S. Orlando, M. Miceli e F. Bocchino dell’Osservatorio Astronomico di Palermo e recentemente pubblicato su Astronomy & Astrophysics, è presentata una dettagliata analisi della composizione chimica di uno dei “proiettili di plasma” espulsi dalla supernova che ha formato il resto di supernova della Vela. La morfologia e sovrabbondanza di silicio di questo proiettile rispetto al resto della nube, simile a quelle osservate in un altro proiettile in posizione speculare rispetto al centro, è interpretata come una prova del fatto che esso sia composto da plasma espulso da regioni molto interne della progenitrice sotto forma di due jet lanciati in direzione opposta rispetto al centro di espansione. Simili strutture sono state osservate in altri pochi resti di supernovae, e sono fondamentali per comprendere le esplosioni di supernovae.