Una nuova super-Terra scoperta con Harps-N. Pubblicato su A&A “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG. GJ 3942 b behind dominant activity signals” di M. Perger

L’analisi delle velocità radiali è uno dei due strumenti principali a disposizione degli astronomi che vanno a caccia di esopianeti. Questo metodo consiste nel misurare dall’effetto Doppler negli spettri delle stelle osservate la componente di velocità nella direzione di vista, allo scopo di individuare delle oscillazioni rispetto al centro di massa del sistema quando queste hanno dei pianeti.

 

Nonostante la sua semplicità concettuale, identificare esopianeti tramite l’analisi delle velocità radiali è tutt’altro che semplice. Variabilità periodiche negli spettri delle stelle, infatti, possono essere dovuti ad altri fenomeni oltre che alla presenza di esopianeti. I più comuni sono: oscillazioni della stella, granulazione, ed attività magnetica ed i suoi fenomeni quali macchie e facule. Distinguere i segnali periodici dovuti a questi fenomeni da quelli dovuti alla presenza di pianeti richiede lunghe osservazioni spettroscopiche su un’ampia porzione dello spettro elettromagnetico, campioni numerosi di stelle osservate, un dettagliato supporto teorico e tanto lavoro…

 

Nello studio: “HADES RV Programme with HARPS-N at TNG. GJ 3942 b behind dominant activity signals” di M. Perger (Institut de Ciéncies de l’Espai), recentemente pubblicato su Astronomy & Astrophysics con la collaborazione degli astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Palermo L. Affer, G. Micela e J. Maldonado, è analizzata una lunga serie di 145 osservazioni spettroscopiche della stella M GJ 3942, raccolte in oltre 3 anni con lo spettroscopio HARPS-N, montato sul Telescopio Nazionale Galileo, allo scopo di trovare segnali periodici nella sua variabilità dovuti sia all’attività stellare che alla presenza di esopianeti.

 

I risultati ottenuti mostrano come entrambi i fenomeni possono essere simultaneamente presenti nella periodicità osservata in una stella. Il segnale periodico dominante in questa serie di osservazioni, infatti, è stato modellato tenendo conto dell’evoluzione dell’attività magnetica della stella e della sua rotazione. Il secondo segnale osservato, con una periodicità di 6.91 giorni, invece è attribuito alla presenza di una super-Terra che orbita attorno GJ 3942. Nell’articolo viene stimata una sua massa di circa 7 masse terrestri, un’orbita con un semi-asse maggiore di circa 0.06 AU ed una temperatura di equilibrio di 590 K. Un terzo segnale osservato non è stato significativamente attribuito alla presenza di un ulteriore pianeta o all’attività stellare.

 

La figurra (link) mostra il set di dati (velocità radiali, indice di attività cromosferica S ed intensità della riga Halpha) di GJ 3942, osservati (a sinistra) e combinati secondo le periodicità principali trovate (a destra)